Buongiorno. Il numero di oggi smonta un luogo comune. Le famiglie italiane devono il 35,9% del Pil, meno della media dell’Unione, ferma al 49,4%, e molto meno di quelle olandesi, che arrivano al 93,5%. Il Paese che all’estero passa per cronicamente indebitato ha, in casa, i bilanci familiari fra i più cauti del continente: il problema italiano sta nei conti dello Stato, non in quelli di chi paga il mutuo. Per il resto: la Fed lascia i tassi dove sono per la quinta volta di fila e tre governatori votano contro, Wall Street perde oltre mille punti, Intesa Sanpaolo alza le stime dopo un semestre da 5,6 miliardi di utile e la sanità firma il rinnovo del contratto dopo anni di attesa.

Macroeconomia

Il debito delle famiglie italiane si ferma al 35,9% del Pil, sotto la media europea e sotto quello spagnolo e greco. La classifica ribalta il pregiudizio geografico: in cima ci sono Paesi Bassi, Danimarca e Svezia, cioè i mercati dove il mutuo copre l’intero prezzo della casa. Bruxelles accende il campanello d’allarme oltre il 55%, una soglia che l’Italia non sfiora nemmeno.

Sul fronte opposto, la Fed ha lasciato il costo del denaro fermo per la quinta riunione consecutiva e tre governatori hanno votato contro, un dissenso che non si vedeva da tempo. Il decreto sul federalismo fiscale, intanto, va avanti senza l’intesa di Regioni ed enti locali: un passaggio che pesa più sul metodo che sui saldi.

Mercati

La reazione al vertice della Fed è arrivata subito: Wall Street ha aperto in ribasso con il petrolio sopra gli 84 dollari e Tokyo ha chiuso in rosso, con il Nikkei giù dell1,49%. Chi guarda ai singoli titoli trova due storie opposte: Eni vola dopo i conti e allarga il buyback a 3,4 miliardi, mentre STMicroelectronics scivola ai minimi da giugno.

Per chi mette i soldi da parte, la settimana offre tre appuntamenti: il Tesoro manda in asta quattro titoli di Stato, arriva il primo bond legato al Btp a cinque anni e Morgan Stanley indica otto titoli difensivi con cedola. Vale la pena leggerli insieme, perché rispondono alla stessa domanda con tre livelli di rischio diversi.

Lavoro

Due notizie da tradurre subito in una simulazione sul proprio caso. La sanità ha firmato il rinnovo del contratto: 240 euro lordi in più per gli infermieri, e il Senato apre un bando da 30 posti con una retribuzione di partenza vicina ai 50.000 euro.

Sul versante opposto, BMW taglierà fino a ottomila posti in Germania entro il 2027, circa un decimo della sua forza lavoro tedesca. E per chi lascia un impiego, la Naspi resta anche quando ci si dimette per giusta causa, ma la procedura va seguita alla lettera.

Imprese

Intesa Sanpaolo ha chiuso il semestre con 5,6 miliardi di utile e ha alzato le stime, mentre Tim ha portato il debito sotto i 7,3 miliardi confermando la guidance. Sul fronte delle operazioni, Webuild ha lanciato un’opa da 295 milioni su Trevi con un premio a doppia cifra.

Un dato meno visibile ma più strutturale: in un anno le Pmi italiane hanno accorciato di quasi il 40% la distanza digitale dall’Europa. Resta un divario, ma per la prima volta si accorcia.

Risparmio

Btp al 3,67% oppure un vincolato al 4,3%: il tasso lordo più alto non vince sempre. La ritenuta cambia il risultato finale, ed è lì che si decide quale dei due conviene davvero.

In breve