Dopo undici anni di attività, l’exchange BitMEX interromperà tutti i servizi: la scadenza è fissata al 23 settembre 2026. Le nuove registrazioni sono già bloccate, e dal 26 agosto la piattaforma non accetterà più nuove posizioni.

Samuel Reed, Ben Delo e Arthur Hayes avevano dato vita alla società nel 2014, attraverso una struttura con sede alle Seychelles, HDR Global Trading. Tra il 2018 e il 2019, quando il mercato dei derivati digitali era ancora agli inizi, la quota di BitMEX superava la metà del totale scambiato a livello globale. In certe sedute, il volume toccava gli 8 miliardi di dollari al giorno.

Il contributo più duraturo di BitMEX riguarda però il prodotto, non la dimensione raggiunta. L’azienda ha portato nel mondo delle criptovalute il contratto “perpetual”, uno strumento privo di scadenza già noto nella finanza tradizionale ma mai diffuso su larga scala prima di allora. Attorno a quel contratto è nata un’infrastruttura completa: insurance fund, motore di liquidazione, mark price e meccanismo di auto-deleveraging. Sono diventati, col tempo, gli standard tecnici dell’intero comparto.

Il declino è cominciato con le autorità americane. Nell’ottobre del 2020, il Dipartimento di Giustizia statunitense insieme alla CFTC contestarono ai tre fondatori la gestione di un exchange operativo senza le necessarie autorizzazioni, in violazione delle norme sull’antiriciclaggio. Ne seguirono ammissioni di colpevolezza, e una grazia presidenziale è arrivata solo nel 2025. Nel frattempo gli operatori istituzionali si erano già spostati verso concorrenti percepiti come più solidi sul piano normativo.

A completare la caduta ha contribuito un problema di prodotto: il ritardo nel passaggio dai contratti garantiti in Bitcoin a quelli marginati in USDT, la stablecoin ancorata al dollaro oggi preferita dalla maggioranza di chi fa trading. La versione in Bitcoin amplifica il rischio nei ribassi, perché la perdita sulla posizione si somma alla svalutazione del collaterale stesso. Molti trader al dettaglio, per di più, dovevano prima procurarsi Bitcoin altrove e solo dopo spostarlo sull’exchange per poter cominciare: una frizione che i concorrenti avevano già eliminato.

È stata Bybit a raccogliere l’eredità di BitMEX. Ha copiato l’impostazione originaria per abbattere i costi di passaggio verso chi lavorava già in modo professionale. Poi ha ampliato l’offerta con prodotti in USDT, mercato spot e strumenti a rendimento, trasformandosi in un exchange a tutto tondo invece di restare uno strumento per soli derivati.

Secondo quanto riportato da Cryptonomist, gli analisti non si aspettano scossoni sul mercato complessivo. Chi ha ancora asset su BitMEX dovrà spostarli prima della scadenza di settembre, perché aspettare troppo può comportare commissioni di prelievo aggiuntive. Il capitolo si chiude undici anni dopo l’inizio, ma il contratto che BitMEX ha reso possibile resta lo strumento più usato dell’intero settore dei derivati digitali.

Secondo quanto riportato da Cryptonomist il 29 luglio 2026, a firma di Stefania Stimolo.