La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta di mercoledì in netto calo. Il Nikkei 225 è sceso a 61.434 punti, con una perdita dell’1,49% rispetto alla chiusura precedente. Lo riporta Wall Street Italia, che segnala vendite diffuse sui titoli tecnologici legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale.

Il pessimismo arriva pochi giorni dopo i conti trimestrali sotto le attese della coreana SK Hynix, uno dei principali produttori mondiali di chip di memoria. L’azienda fornisce, insieme a Samsung e Micron, i moduli ad alta banda usati nei server per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Un risultato debole in quel segmento rialimenta il dubbio che la spesa dei data center non stia crescendo al ritmo che gli investitori avevano prezzato.

Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno spinto al rialzo il prezzo del petrolio. Per le aziende industriali giapponesi, il rincaro si traduce in costi più alti. È un secondo fronte che si somma a quello tecnologico, non lo sostituisce.

Il mercato guarda ora a due scadenze ravvicinate. La Federal Reserve comunica oggi stesso la propria decisione sui tassi, mentre la Banca del Giappone renderà nota la sua linea di politica monetaria venerdì. Una sorpresa da una delle due banche centrali potrebbe amplificare la volatilità già emersa questa settimana sui listini asiatici.

Una mossa restrittiva della Banca del Giappone, storicamente cauta nel toccare i tassi, tende a rafforzare lo yen. Uno yen più forte spinge chi ha aperto posizioni finanziate a basso costo in valuta giapponese, il cosiddetto carry trade, a chiuderle in fretta. È uno dei meccanismi che in passato ha amplificato le correzioni sui listini asiatici nei giorni successivi a un annuncio della banca centrale giapponese più duro delle attese.

Il calo dei titoli tecnologici giapponesi segue un copione già visto nelle ultime settimane sui mercati globali. Ogni trimestrale deludente di un grande produttore di chip riaccende i dubbi sulla sostenibilità dei margini legati alla corsa agli investimenti in intelligenza artificiale. Nessuna delle grandi aziende del comparto ha ancora mostrato dati concreti sui ritorni di quegli investimenti: per ora ci sono solo proiezioni di crescita della domanda.

Il petrolio più caro non è un dettaglio isolato. Per un’economia come quella giapponese, che importa quasi tutta l’energia che consuma, un rincaro prolungato del greggio si scarica sui margini delle imprese manifatturiere prima ancora che sui listini.

Per chi ha un’esposizione ai fondi tecnologici o ai listini asiatici in portafoglio, i prossimi due giorni concentrano il rischio principale. Una Fed più restrittiva del previsto, unita a una possibile stretta della Banca del Giappone, potrebbe estendere la correzione oltre i titoli dei semiconduttori. Controllare l’esposizione valutaria del portafoglio prima di venerdì conta quanto guardare quella azionaria.

Dati e cronaca dei mercati asiatici riportati da Wall Street Italia nell’edizione di mercoledì 29 luglio 2026.