Le azioni STMicroelectronics sono scese su un livello che il titolo non rivedeva da giugno 2026, proprio mentre il Nasdaq 100 perde oltre dieci punti percentuali in poche sedute. Il produttore di chip italo-francese fa parte dell’ecosistema legato ai grandi data center americani, e la correzione tecnologica lo trascina quasi per riflesso. La domanda, per chi guarda il titolo oggi, è se questa discesa apra un ingresso conveniente o anticipi uno scivolone più esteso.

Il detonatore diretto risale al 23 luglio, giorno in cui l’azienda ha reso nota una guidance sui ricavi del terzo trimestre più debole del previsto: 3,70 miliardi di dollari, mentre il mercato ne stimava 3,76. Il resto dei numeri racconta però una storia meno negativa. Il margine lordo atteso per il trimestre è del 37,0%, in salita rispetto al 34,8% del secondo trimestre e sopra la stima di mercato del 36,5%.

L’epicentro della correzione, in realtà, non è STMicroelectronics: è la Corea del Sud. L’indice KOSPI ha perso quasi undici punti percentuali in una sola seduta, dopo il 10,84% lasciato sul terreno il giorno prima, portando la flessione di luglio vicino al 37%. A innescare le vendite è stato lo sbarco a Shanghai di CXMT, il produttore cinese di chip di memoria DRAM, balzato di circa il 470% al debutto in borsa: un segnale che il mercato ha letto come rischio di eccesso di offerta nel comparto memorie.

Il nervosismo si è poi spostato negli Stati Uniti. Il Nasdaq ha ceduto l’1,20%, chiudendo a 25.818,69 punti. Lo S&P 500 ha ceduto lo 0,49%, chiudendo la seduta a 7.503,76, con le vendite concentrate su Micron Technology (-2,31%), oltre a Broadcom, AMD e Marvell Technology.

Anche i conti di Alphabet, diffusi mercoledì, meritano una lettura attenta più che un titolo entusiasta. I ricavi sono cresciuti del 24% su base annua a 119,8 miliardi di dollari, ma una fetta significativa dei guadagni per azione non arriva dal business: dipende dalla rivalutazione contabile della quota che Alphabet possiede in Anthropic, la startup di intelligenza artificiale in cui il gruppo ha investito, contabilizzata come provento non operativo. La pubblicità e il cloud non spiegano da soli l’incremento dell’utile: una parte arriva da un guadagno di carta legato al valore della partecipazione.

Sul piano tecnico, il grafico di STMicroelectronics mostra però un dettaglio in controtendenza. Il time frame giornaliero mostra un RSI a 14 periodi rientrato in area 30, dopo che il prezzo ha già rotto al ribasso la media a 21 periodi e quella a 50 periodi, avvicinandosi ora alla media a 200. Se anche l’RSI settimanale scendesse nella stessa area, il segnale tecnico di un possibile rimbalzo diventerebbe più convincente.

I fondamentali, per ora, non giustificano un allarme paragonabile a una crisi conclamata. Il calo del KOSPI sembra spiegato più da meccanismi tecnici, come le chiamate a margine sui derivati, che da un reale peggioramento del comparto memorie. Resta un rischio concreto da monitorare: se le stime sui ricavi tech continuassero a scendere nelle prossime settimane, il timore di una correzione più ampia legata all’intelligenza artificiale tornerebbe centrale per chi ha titoli del settore in portafoglio.

Chi ha STMicroelectronics o altri semiconduttori in portafoglio dovrebbe guardare ai dati settimanali sull’RSI e ai prossimi bilanci dei produttori di memoria, prima di decidere se il minimo attuale sia un punto di ingresso o solo una tappa di un ribasso più lungo.

Dati e analisi tecnica riportati da Money.it, in un articolo di Tommaso Scarpellini pubblicato il 29 luglio 2026.