A Parigi, lo scorso 9 luglio, una coppia di stivali Tabi firmati Martin Margiela è stata aggiudicata per 364.000 euro: il prezzo più alto mai pagato in asta per un suo pezzo. La cifra racconta quanto sia cresciuto il mercato del collezionismo di moda negli ultimi anni, un ambito che fino a poco tempo fa restava ai margini delle grandi case d’aste. Dietro il record c’è la storia di una calzatura da lavoro giapponese diventata, quasi per caso, un’icona della moda contemporanea.
L’incanto, condotto da Maurice Auction insieme alla casa londinese Kerry Taylor Auctions, si è svolto durante la settimana dell’Alta Moda parigina e ha portato sul mercato 195 lotti provenienti dagli archivi privati dello stilista belga. Tra i lotti comparivano prototipi, bozzetti, le maschere indossate dalle modelle in sfilata, alcune bambole Barbie riadattate a manichini giocattolo e materiali legati agli anni alla guida creativa di Hermès, dal 1997 al 2003. Il valore complessivo della vendita ha raggiunto 1.385.020 euro, più di quattro volte la stima di partenza.
Il camice bianco usato ogni giorno da Margiela nel proprio atelier è stato battuto per 41.600 euro. Il suo telefono personale, ridipinto di bianco, ha raggiunto 13.000 euro. Margiela stesso ha spiegato che, a un certo punto, il momento fosse arrivato per lasciare andare parte del proprio passato nella moda: una delle pochissime dichiarazioni pubbliche di uno stilista che evita da sempre le interviste e non si è mai mostrato al termine di una sfilata. La banditrice Salomé Pirson, che ha condotto l’incanto, sostiene che la vendita permetta allo stilista di occuparsi in prima persona della propria eredità artistica.
Per decenni il modello Tabi resta un segno riconosciuto quasi solo dagli addetti ai lavori. Il design nasce molto prima delle passerelle parigine. In Giappone, già nel Quattrocento, esistevano calzini con l’alluce diviso dalle altre dita, concepiti per calzare i sandali tradizionali geta e zori, comodi per camminare nei campi. Il cambiamento arriva nel 1922: i fratelli Ishibashi, Tokujiro e Sojiro, montano una suola in gomma e danno vita alle jika-tabi, calzature indossate da braccianti, contadini e portalettere. Uno dei due avrebbe fondato in seguito Bridgestone, oggi tra i maggiori produttori mondiali di pneumatici.
Il salto arriva nel 1988: Margiela prende quello stesso schema e lo trasforma in uno stivale con il tacco. Durante la sua prima sfilata a Parigi le modelle indossavano suole colorate di rosso e lasciavano orme su un pavimento completamente bianco: intanto il viso spariva sotto maschere pensate per spostare l’attenzione sui vestiti. L’immagine entra tra le più citate della moda recente e ispira, tra gli altri, Alexander McQueen e, anni dopo, Demna Gvasalia.
Il pubblico dell’epoca restò spiazzato. Margiela ha raccontato di aver ripetuto lo stesso modello stagione dopo stagione anche per un motivo molto concreto: mancavano i fondi per disegnare calzature diverse ogni volta. Un limite economico è diventato, nel tempo, uno dei tratti più riconoscibili del marchio.
È negli anni Venti di questo secolo che le Tabi conquistano i piedi di star come Dua Lipa, Jacob Elordi, Zendaya, Margot Robbie e Kylie Jenner, trasformandosi in uno degli accessori più copiati dell’ultimo decennio.
Proprio quel paio aggiudicato a Parigi risale ai primi anni del marchio ed era già stato esposto al Palais Galliera, dove il pubblico poteva lasciare scritte a mano sulle scarpe stesse. Il primato precedente di Margiela in asta si fermava a 101.400 euro: la nuova cifra lo supera di oltre tre volte.
Le Tabi restano comunque una scarpa che divide, anche dopo il successo planetario. È proprio questa capacità di generare reazioni opposte a tenerle al centro dell’attenzione: non sono mai state pensate per piacere a tutti quanti, e proprio in quella scelta si trova il loro valore commerciale oggi.
Per chi segue il mercato del collezionismo di moda, il dato da monitorare nei prossimi mesi è se altri archivi di stilisti riservati seguiranno lo stesso percorso. Se la formula regge, i prezzi di ingresso per pezzi simili sono destinati a salire ulteriormente.
Dati e dichiarazioni riportati da Money.it, articolo di Alessandro Nuzzo pubblicato il 29 luglio 2026.