XRP, il token legato all’ecosistema Ripple, ha guadagnato circa il 50% in una settimana: il miglior rialzo da novembre 2024, riporta Soldionline citando i movimenti di mercato più recenti. Il balzo arriva in una fase di attenzione crescente sui pagamenti costruiti sopra le criptovalute, dalle carte legate ai wallet fino alle stablecoin che iniziano a muovere transazioni anche tra sistemi automatici, non solo tra persone.
Gli analisti collegano parte del rialzo alle voci su un possibile intervento del Tesoro americano sul mercato obbligazionario, letto da alcuni operatori come un segnale di controllo dei rendimenti a lungo termine. In quello scenario XRP viene indicato come possibile beneficiario, per il suo ruolo nei circuiti di liquidità tra valute diverse. Resta comunque un rialzo speculativo. Il token ha già attraversato correzioni profonde in passato, e la sua storia recente non garantisce nulla sulla tenuta del livello appena raggiunto.
Il fenomeno più solido non riguarda il prezzo ma l’uso quotidiano delle criptovalute. La spesa fatta con carte agganciate a wallet digitali ha superato quota 1 miliardo di dollari nell’ultimo anno, un volume più che triplicato in dodici mesi. Circa il 70% di quelle transazioni sarebbe pagato con USDT e USDC, i due token il cui valore segue quello del dollaro, usati per la spesa alimentare, le corse in auto e gli abbonamenti digitali.
Rispetto ai volumi dei circuiti di pagamento tradizionali, le stablecoin restano un fenomeno di nicchia. Il trend però va in una direzione precisa: la spesa quotidiana in cripto smette di essere un caso isolato e comincia a somigliare, almeno nei comportamenti, a quella con una carta qualsiasi.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale arriva il segnale più nuovo. Il responsabile della divisione AI di Coinbase, la piattaforma di scambio crypto quotata a Wall Street, ha paragonato questa fase a quella di Napster e LimeWire nella musica digitale: sperimentale e disordinata, ma probabilmente la premessa di un’adozione molto più ampia. Nella sua visione, tra qualche anno agenti software autonomi potrebbero pagare in stablecoin al posto di una persona o di un’altra applicazione, per rinnovare abbonamenti o coprire micro-transazioni online senza intervento umano diretto.
Se il meccanismo prendesse piede, le stablecoin farebbero da base tecnica per un numero enorme di scambi tra sistemi automatici, oltre che tra persone. È uno scenario ancora da dimostrare: le cifre su spesa con carte crypto e adozione lato intelligenza artificiale arrivano dalle piattaforme di settore stesse, non da un ente di vigilanza indipendente, e la regolamentazione su questi strumenti resta incompleta nella maggior parte dei paesi.
Chi ha un’esposizione su XRP farebbe bene a guardare ai flussi legati ai pagamenti tra valute diverse più che al prezzo secco: è quel dato, non il rialzo di questa settimana, a stabilire se l’uso reale del token sta davvero crescendo o se si tratta di un episodio isolato di volatilità.
Dati e dichiarazioni riportati da Soldionline nell’articolo pubblicato il 23 agosto 2026.