Bitcoin resta poco sopra la soglia degli 80.000 dollari dopo un rimbalzo che lo aveva spinto oltre quota 81.000 e che si è fermato contro la media mobile a 50 giorni. Lo riporta Soldionline nella sua analisi di mercoledì 28 ottobre 2026. Molti analisti considerano quel livello tecnico la prima resistenza da superare nel breve periodo.
Sullo sfondo c’è la Federal Reserve, che ha lasciato i tassi invariati, come da attese. La banca centrale americana tiene l’inflazione in cima alle priorità, perché è ancora lontana dal 2% che si è data come traguardo. Diversi osservatori non escludono per dicembre un altro rialzo dei tassi. Uno scenario simile raffredda gli asset più rischiosi, criptovalute comprese.
I flussi sugli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti raccontano un mercato indeciso. In due giorni sono entrati circa 286 milioni, in dollari, ma ottobre nel complesso si chiude con un piccolo deflusso netto, intorno ai 26 milioni. L’indice Crypto Fear & Greed sta in zona neutrale: chi compra e chi vende non ha ancora scelto una direzione.
Anche le piattaforme di scambio dicono poco di chiaro. Gli investitori aspettano i conti trimestrali di Coinbase, dopo che Robinhood ha visto i ricavi dalle cripto scendere del 55%. Gli analisti sono divisi sulla ripresa dei volumi. Alcuni vedono l’interesse concentrato su Bitcoin e su una manciata di altre monete. Altri giudicano ancora debole la parte retail, cioè quella dei piccoli investitori.
Il filone più concreto riguarda la tokenizzazione, cioè la trasformazione di titoli e liquidità in token su blockchain. DTCC, la società di post-trading che fa da spina dorsale ai mercati americani, ha avviato una piattaforma che tokenizza titoli per un valore di circa 30.000 miliardi, in dollari. Il servizio gira sulla rete Canton e sulla blockchain privata Besu. Tra le banche coinvolte ci sono Citi, JPMorgan e Morgan Stanley. Securitize, intanto, si espande sulla blockchain Stellar.
Sul lato dei pagamenti arriva una ricerca di DBS. Quasi il 90% delle imprese di grandi dimensioni esplora forme di tokenized cash o le usa già, per accelerare regolamenti e gestione della tesoreria. Lo strumento più diffuso sono le stablecoin, con il 63%. Seguono i depositi tokenizzati al 53% e i fondi monetari tokenizzati al 52%.
Restano però dei nodi. Gli sviluppatori dell’XRP Ledger propongono wallet che partono con saldo zero in XRP: la riserva la coprirebbero le imprese, così i pagamenti in stablecoin potrebbero partire subito, anche quelli disposti da agenti di IA, cioè da software di intelligenza artificiale. Lo standard x402, pensato per questi pagamenti, non prevede ancora un modo per contestare una transazione. Secondo diversi esperti citati da Soldionline, quella lacuna va chiusa prima che questi strumenti si diffondano davvero.
Si muovono anche i grandi gruppi tecnologici. Google prova un sistema di custodia per cripto che usa il calcolo multipartitico (Multi-Party Compute) ed è già impiegato al suo interno per proteggere asset digitali di Ethereum e Solana. Il timore, sempre secondo Soldionline, riguarda le minacce legate all’intelligenza artificiale.
Il quadro, quindi, tiene insieme tre forze: le decisioni della Fed e il cammino dell’inflazione, la liquidità degli ETF e delle piattaforme, un’adozione infrastrutturale che avanza con qualche resistenza. Nessuna delle tre, da sola, spiega il prezzo.
Chi segue Bitcoin ha due cose da guardare: se tiene gli 80.000 dollari e che cosa farà la Fed sui tassi a dicembre.
Secondo Soldionline, nell’articolo della redazione pubblicato mercoledì 28 ottobre 2026.