Bitcoin è sceso sotto gli 82.000 dollari nella giornata di giovedì 22 ottobre, arrivando a toccare l’area tra 81.500 e 81.600. Nelle ore precedenti aveva perso fino al 2,9%. Il quadro riportato da Soldionline è quello di due forze opposte: il prezzo scende con i listini, mentre i fondi quotati comprano.
Il primo fattore è l’avversione al rischio. Sul Nasdaq i contratti a termine perdevano più del 2%, dopo i ribassi delle Borse americane e asiatiche, e tornavano i dubbi sul rialzo trainato dall’intelligenza artificiale. Secondo Soldionline, ha pesato anche l’ipotesi di un intervento militare contro l’Iran evocata dal presidente Donald Trump. Il mercato cripto, che non chiude mai, assorbe questi shock prima dei listini tradizionali.
Il secondo fattore va in direzione contraria. Nell’ultima seduta gli ETF Bitcoin spot americani hanno raccolto 528 milioni di dollari circa, e il totale delle ultime tre sedute supera 1,08 miliardi. Quegli acquisti hanno riportato in positivo il saldo di ottobre. Chi compra tramite ETF non guarda il grafico di giornata: per questo i flussi, più del prezzo, dicono se la fiducia regge.
Le altre monete hanno sofferto di più. Le altcoin, misurate da un indice ampio, hanno perso intorno al 3,5%, e i token della finanza decentralizzata (DeFi) sono scesi di circa il 6%. Secondo Soldionline, diversi trader hanno ridotto gli asset più volatili e hanno cercato riparo proprio in Bitcoin.
Sul fronte tecnico, un nuovo documento di lavoro per Ethereum vuole accorciare la finalità di una transazione fino a quattro minuti più o meno, con tempi quattro volte più brevi degli attuali. Ne beneficerebbero le aziende che spostano denaro per conto dei clienti: oggi devono tenere ferma liquidità finché l’operazione non è confermata in via definitiva.
Cresce anche l’attenzione sulle stablecoin, criptovalute agganciate a una valuta tradizionale. Diversi gestori, scrive Soldionline, le giudicano pronte a servire per i regolamenti fra banche, intermediari e piattaforme di pagamento. Banche centrali e regolatori le osservano ormai come un pezzo del sistema dei pagamenti.
La vigilanza intanto stringe. La Banca centrale d’Irlanda ha multato Coinbase Ireland: la sanzione vale 3,6 milioni di dollari circa e punisce la tutela carente dei fondi dei clienti, venuta alla luce con il fallimento americano di Silvergate, avvenuto nel 2023. Ora il caso indica dove si concentrano i controlli europei, cioè custodia e separazione dei patrimoni.
C’è poi il capitolo giudiziario. In Cina i procuratori vogliono sequestrare più di 61.800 Bitcoin collegati a un presunto raggiro da 5,7 miliardi. Pochi giorni prima, un tribunale britannico aveva indicato nel diritto cinese il riferimento per le pretese delle vittime.
Negli Stati Uniti le cripto entrano nella campagna elettorale. Una parte dei Democratici prova ad accostare il settore a Trump e alla corruzione, mentre i sostenitori dell’industria rivendicano il peso di un “elettorato crypto” in alcuni Stati decisivi.
Resta una voce da non confondere con i fatti: Fireblocks, che offre servizi di custodia di asset digitali, ha smentito le indiscrezioni su un acquisto da parte di Visa, valutato 2,5 miliardi di dollari circa, cifra mai confermata. Le due aziende, secondo quanto riportato, discutono soltanto di partnership commerciali.
Per chi ha Bitcoin in portafoglio, il dato da seguire nei prossimi giorni è il flusso giornaliero degli ETF americani. Se resta positivo mentre il prezzo cala, la discesa nasce dal nervosismo macro e non da vendite strutturali.
Soldionline, notizia pubblicata giovedì 22 ottobre 2026.