Anthony Vaccarello lascia, dopo dieci anni, la guida creativa della maison francese Saint Laurent. L’annuncio è arrivato venerdì 9 ottobre da Kering, il gruppo del lusso che controlla il marchio, e il suo amministratore delegato Luca de Meo ha ringraziato il designer belga per il contributo di questo decennio.

Il titolo Kering ha reagito con calma: nella seduta di venerdì a Parigi saliva di oltre un punto percentuale. Il mercato, quindi, non ha letto l’addio come una cattiva notizia. Chi segue il settore, del resto, ne parlava già da giorni.

Il punto che interessa gli investitori è il perché. Secondo la nota di Barclays, riportata da Pambianco News, il gruppo ha spiegato agli analisti in una conference call che la scelta risponde a una visione sul futuro di Saint Laurent a lunga scadenza e non ai risultati finanziari recenti. Il marchio, d’altra parte, non è in difficoltà: nell’esercizio 2025 ha incassato 2,7 miliardi di euro di ricavi, con la pelletteria che pesa più di ogni altra categoria.

Un altro dettaglio segnala che il cambio è stato preparato. Il gruppo ha individuato il sostituto, ma il nome arriverà solo quando i contratti lo permetteranno. Per Barclays questo suggerisce una transizione pianificata con cura. Un passaggio di consegne improvvisato, invece, avrebbe lasciato la maison senza una guida per mesi.

Vaccarello aveva preso il posto di Hedi Slimane, uno stilista noto per il carattere difficile. In dieci anni ha costruito una clientela fedele e riconoscibile, composta più da adulti sicuri di sé che da giovanissimi, e ha mantenuto il marchio rilevante anche nell’abbigliamento maschile. A volerlo era stata Francesca Bellettini, che guidava Saint Laurent e oggi lavora a Gucci.

La sua ultima collezione donna di prêt-à-porter, quella primavera/estate 2027, è andata in scena con la Tour Eiffel sullo sfondo. Pambianco News la descrive come un lavoro impeccabile, fedele all’identità di Yves Saint Laurent. Alla fine della sfilata il designer ha compiuto un gesto simbolico, affidando le chiavi al figlio Luca.

Sul piano industriale, il lavoro del successore è già tracciato. Barclays indica tre priorità: le categorie oggi meno rappresentate, cioè l’abbigliamento femminile da giorno e quello maschile, poi la pelletteria di fascia alta, infine le aree geografiche dove il marchio pesa meno, a partire da Cina e Asia. Sono i punti su cui Saint Laurent ha più margine di crescita.

C’è però un limite nelle informazioni disponibili. Né Kering né Barclays hanno indicato quando sarà annunciato il nome del nuovo direttore creativo, né chi sia. La motivazione ufficiale resta quella dichiarata dal gruppo, non verificata da terzi.

Per chi investe in Kering, la prima data da segnare è l’annuncio del successore: la prima collezione firmata da lui dirà se la strategia su donna, uomo e Asia è davvero partita.

Secondo Pambianco News, che il 9 ottobre 2026 ha riportato l’addio di Vaccarello e la nota di Barclays su Kering.