La Commissione europea ha approvato l’operazione che porta Eni a stringere una joint venture con Khazna Data Center Holdings. Lo riporta Il Sole 24 Ore, che inquadra la notizia dentro un fenomeno più ampio: l’accelerazione del polo dei data center che sta crescendo attorno a Milano.

A Cornaredo, comune del milanese, il cantiere più recente porta la firma di Ets, impresa di ingegneria con sede a Villa d’Almè, in provincia di Bergamo. Dal 7 agosto l’azienda lavora per Equans Italia, che fa capo al gruppo francese Bouygues. L’incarico vale 895mila euro. Riguarda la progettazione esecutiva del data center DC12: il corpo dell’edificio, le strutture portanti, gli impianti elettrici e quelli speciali.

Cornaredo non è solo il comune di Ets: è anche uno dei territori scelti da Vantage Data Centers. Il programma vale circa otto miliardi di euro e il governo gli ha riconosciuto lo status di interesse strategico nazionale. Il piano del gruppo statunitense porta lavori anche a Tavazzano, Settimo Milanese e Melegnano, oltre alla stessa Cornaredo.

Il 4 agosto, il governo ha allargato l’elenco dei progetti di data center riconosciuti come interesse strategico nazionale, aggiungendone altri due. Il valore complessivo dei due nuovi programmi tocca 6,8 miliardi di euro. Il riconoscimento porta con sé un commissario straordinario per ciascun progetto, con il compito di far dialogare le amministrazioni coinvolte e velocizzare i permessi.

K2 Strategic Infrastructure Italy guida il progetto più corposo tra i due. Il gruppo punta a un campus hyperscale capace di arrivare a 400 megawatt, a cavallo tra i comuni di Lacchiarella e Zibido San Giacomo, nell’hinterland milanese. Il valore stimato è di 5,3 miliardi di euro e il cantiere, tra sviluppo e costruzione, dovrebbe richiedere quattro anni. Le stime del ministero competente parlano di duemila addetti l’anno durante i lavori e, una volta operativo il campus, di 200 posti diretti a cui si aggiungono circa 1.300 posizioni nella filiera collegata.

Il secondo dei nuovi programmi riconosciuti il 4 agosto guarda invece alla Sardegna. Si chiama Digital Vault Sulcis, firmato da Energy Vault Sulcis, e vale circa 1,49 miliardi di euro. Sorgerà nel sito minerario dismesso di Monte Sinni, dove un tempo si estraeva carbone, tra Nuraxi Figus e il territorio comunale di Gonnesa. Il progetto unisce un data center che non supererà i 30 megawatt a un sistema per generare e immagazzinare energia rinnovabile.

Chi cerca lavoro nell’ingegneria o nell’edilizia specializzata dovrebbe monitorare i prossimi bandi nei comuni coinvolti, dal milanese al Sulcis. La nomina dei commissari straordinari è il segnale concreto che i cantieri stanno per partire davvero.

Dati e cronologia riportati da Il Sole 24 Ore, in un articolo di Gianluca Brazzioli pubblicato il 10 agosto 2026.