Apple ha chiuso il trimestre di settembre con 114,5 miliardi di dollari di ricavi, il 12% in più su base annua. Il titolo è sceso comunque. Nelle contrattazioni dopo la chiusura di lunedì 2 novembre le azioni hanno perso fino al 4%, per poi limitare il calo al 2,7%.

Era la prima conferenza sugli utili per John Ternus, 51 anni, alla guida del gruppo da due mesi. Secondo Fortune Italia, a raffreddare gli investitori sono state le previsioni sui margini e la frenata dei Servizi. I conti, invece, hanno superato le stime degli analisti, che si fermavano a 113,4 miliardi. L’utile è stato di 30,7 miliardi, mentre per ogni azione sono 2,10 dollari. Gli iPhone hanno incassato 57,58 miliardi, il 17% in più.

Il problema sono i margini. Apple stima che a dicembre il margine lordo oscilli da 45% a 46%, contro il 47,9% di settembre, che era stato sostenuto di circa un punto dai rimborsi dei dazi. Il motivo principale è il costo delle memorie. Ternus lo ha definito senza precedenti e ha detto di aspettarsi nuovi rincari anche dopo dicembre. Apple ha scaricato parte dell’aumento sui prezzi di vendita e deve coprire anche le spese per il rilancio di Siri AI.

Sui ricavi la società è più ottimista. Per le feste prevede una crescita dal 7% al 10%, quindi ricavi da 153,8 a 158,2 miliardi, mentre il consenso era a 153,2 miliardi. Il fatturato sale, ma il guadagno su ogni dispositivo no.

L’iPhone Duo, il pieghevole presentato a settembre, ha ordini arretrati e scorte scarse. I nuovi ordini non saranno evasi prima della fine di gennaio. Il direttore operativo Sabih Khan ha ammesso che è difficile dire quando domanda e offerta si pareggeranno, e alcuni esemplari con lo schermo incrinato sono in sostituzione. Yorkville Ives stima vendite del Duo per 10 milioni di pezzi circa nei prossimi trimestri.

Sull’intelligenza artificiale gli investitori restano scettici. Sugli agenti per i consumatori, come l’assistente Muse di Meta, per Ternus Siri oggi risponde soprattutto a richieste, anche se la sua architettura permetterà di ampliarla. Gene Munster, investitore in Apple, ha scritto su X che l’azienda evita il tema degli agenti personalizzati, il rischio maggiore per il suo ecosistema. Wamsi Mohan di Bank of America riconosce che Siri AI è più capace, ma si chiede come arrivare al passo successivo.

Anche sui Servizi (iCloud e App Store) la risposta è rimasta vaga. I dirigenti hanno indicato la base di oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi come terreno di future entrate, senza una cifra né una scadenza. Intanto la Cina ha segnato un +21%, ma Bloomberg la colloca 1 miliardo sotto le attese di Wall Street.

Chi segue il titolo dovrebbe guardare due cose: il margine lordo del trimestre di dicembre e la disponibilità dell’iPhone Duo a fine gennaio.

Dati e dichiarazioni tratti da Fortune Italia, articolo del 3 novembre 2026 sulla conferenza di Apple di lunedì 2 novembre.