Marvell Technology ha annunciato l’acquisto di Lumentum, azienda statunitense di componenti ottici, con uno scambio interamente azionario da 115 miliardi in totale, in dollari. Il debito è incluso. Secondo Forbes Italia, è una delle operazioni più grandi del 2026. I consigli di amministrazione di entrambe le società l’hanno approvata all’unanimità.
Le condizioni sono precise. Ogni titolo Lumentum varrà 4,5 azioni Marvell, cioè circa 1.132 dollari, e il premio sale al 23,9% sui prezzi del 28 ottobre. Quel giorno le indiscrezioni non erano ancora circolate. A chiusura avvenuta, i soci Marvell avranno il 67% del gruppo e quelli Lumentum il restante 33%.
Il punto è la connettività. Finora la corsa all’IA si è giocata sulla potenza dei processori, ma nei data center conta anche la velocità con cui i dati viaggiano tra un chip e l’altro. I collegamenti in rame hanno limiti di banda, di distanza e di consumo energetico, e per questo il settore si sposta verso la luce.
Lumentum fabbrica ricetrasmettitori ottici, laser potenti e altra componentistica fotonica. Marvell, che progetta semiconduttori personalizzati e componenti di rete, spera di unire i due mondi per ottenere soluzioni più efficienti. Il suo amministratore delegato, Matt Murphy, parla di un’occasione che capita una volta a generazione.
Le due aziende stimano un mercato raggiungibile da 550 miliardi. Prevedono inoltre risparmi annui sui costi oltre il miliardo, a regime, e un effetto positivo sull’utile rettificato per azione di Marvell già nei dodici mesi dopo la chiusura. Sono numeri dichiarati dalle società stesse: nessuna stima indipendente li conferma.
Broadcom è il rivale diretto nei chip su misura per l’IA, e l’acquisto serve ad ampliare l’offerta. Marvell aveva già comprato Inphi nel 2021, per circa 10 miliardi, e a febbraio 2026 ha chiuso l’acquisto di Celestial AI da 3,5 miliardi. A marzo Nvidia le ha affiancato una partnership con un investimento da 2 miliardi di dollari, legata alla piattaforma NVLink Fusion e all’ottica.
Il prezzo però è alto, e il contesto non aiuta. I mercati guardano con più attenzione alle spese miliardarie in infrastrutture per l’IA: contano la tenuta dei margini e la possibilità di ottenere ritorni dai capitali spesi. Se la domanda di data center rallentasse, Marvell si ritroverebbe a pagare un valore costruito sulle aspettative.
Resta poi il lavoro di integrazione. Murphy guiderà la società risultante, mentre il board di Marvell, oggi di sette membri, accoglierà tre consiglieri di Lumentum, tra cui l’amministratore delegato Michael Hurlston. Mettere insieme due culture industriali diverse richiede tempo, e i risparmi promessi dipendono da come andrà.
Quando arriverà il via libera definitivo? La chiusura è attesa entro i primi sei mesi del 2028 e dipende dal voto degli azionisti e dalle autorizzazioni dei regolatori. Chi segue i due titoli dovrebbe tenere d’occhio proprio quelle date, perché fino ad allora il rapporto di cambio resta esposto alle oscillazioni delle azioni Marvell.
Operazione annunciata da Marvell e Lumentum e riportata da Forbes Italia il 2 novembre 2026.