Uber ha firmato l’accordo per rilevare ezCater, piattaforma americana del catering aziendale con base a Boston. Il prezzo: 2,3 miliardi di dollari, tutti cash. L’intesa non è chiusa, perché prima devono arrivare i via libera delle autorità di vigilanza, e il closing è previsto entro pochi mesi. Lo riporta Forbes Italia, sulla base di un comunicato diffuso insieme dalle due società.
ezCater non prepara pasti e non li porta. È un marketplace dove le imprese ordinano da mangiare per più persone: la riunione, l’evento, le forniture periodiche per chi lavora in sede. Dietro ci sono più di 140.000 ristoranti americani. Per Uber Eats è l’ingresso negli ordini di gruppo.
Il numero che spiega l’affare è lo scontrino. Un ordine medio supera i 400 dollari. Negli ultimi dodici mesi le prenotazioni lorde, ossia quanto valgono in tutto gli ordini sulla piattaforma, hanno superato 2,5 miliardi. Dividendo per lo scontrino medio, gli ordini annui sono circa 6 milioni. Sono pochi rispetto alle consegne a domicilio di Uber Eats, ma ognuno vale molto di più, dato che ordina un’azienda per un gruppo e non una persona per sé.
Il prezzo vale circa 0,9 volte quel volume d’ordini. Le prenotazioni crescono a un ritmo vicino al 20% annuo, e ezCater è in utile operativo secondo le metriche non-Gaap, che lasciano fuori alcune voci straordinarie. Per tale motivo Uber si aspetta margini più alti. Il dato è però dichiarato dalle parti, senza verifica di un soggetto terzo.
L’acquisto arriva dopo un’altra mossa molto più grande. Uber ha lanciato un’offerta pubblica d’acquisto su Delivery Hero, il 16 luglio, da 14,8 miliardi di dollari, tutta cash; la chiusura è attesa nel secondo semestre 2027. Le due operazioni hanno scopi diversi. Delivery Hero apre mercati nuovi, ezCater scava in un segmento in cui ogni singola ordinazione rende di più.
Cambia anche il modo di pagare. Nel 2020 Uber comprò Postmates, versando in azioni circa 2,65 miliardi, dopo aver lasciato perdere Grubhub: la preda finì a Just Eat Takeaway, che sborsò 7,3 miliardi. Oggi usa contanti, e lo fa due volte in meno di tre mesi.
Il calendario ha una spiegazione. Secondo Bloomberg, DoorDash, che guida il food delivery americano, ha presentato un proprio servizio di catering per le imprese ad aprile. In Europa ha inoltre rilevato Wolt e Deliveroo. Uber evita di costruire da zero e acquista chi già comanda il mercato. Per l’amministratore delegato Dara Khosrowshahi il catering vale come attività a sé e può far entrare molti ricavi nelle casse dei ristoranti.
Il nodo è l’integrazione. ezCater ha costruito il suo vantaggio sull’assistenza dedicata e sull’affidabilità, doti complicate da esportare in tutto il mondo. In cambio Uber, con Uber for Business, intercetta una domanda aziendale più stabile di quella dei privati.
Per ora nulla cambia per chi ordina il pranzo di squadra. Il primo segnale utile arriverà dal via libera delle autorità, poi dalle prime integrazioni tra ezCater e Uber Eats.
Forbes Italia, articolo di Alice Iadecola pubblicato il 6 ottobre 2026.