C.H. Robinson Worldwide, tra i maggiori intermediari del trasporto merci in Nord America, ha rilevato RXO per 5,8 miliardi di dollari tra contanti e azioni. L’annuncio è arrivato lunedì 5 ottobre; l’accordo, secondo il modulo 8-K che RXO ha consegnato alla Sec, era stato chiuso il giorno prima. La società nata dalla fusione varrebbe oltre 25 miliardi di dollari di enterprise value.
Il mercato ha reagito in modo opposto sui due titoli. Il titolo RXO ha guadagnato circa il 23%. C.H. Robinson, invece, ha lasciato sul terreno dall’8,7% al 10%, secondo la fonte di dati consultata. Chi vende incassa il premio, chi compra paga il conto di un’integrazione che non è ancora cominciata.
Ogni azione RXO vale 30,25 dollari: 0,0856 azioni dell’acquirente più 17,25 dollari cash. Il premio sul prezzo di venerdì 2 ottobre è del 29%. In alternativa si può scegliere tutto in contanti o tutto in titoli, e dopo la chiusura i soci di RXO avranno circa l’11% del gruppo. MFN Partners, primo azionista con circa il 17%, ha già firmato l’impegno a votare a favore.
Il prezzo è il nodo che inquieta gli analisti. Sugli utili operativi attesi di RXO per il 2026, il multiplo sfiora le 40 volte l’Ebitda. Il management di C.H. Robinson promette tagli ai costi da 300 milioni di dollari, da raggiungere in due anni, e contando quelli il multiplo cala a quota 13 circa. Quel risparmio resta però una promessa dell’acquirente, e nessuno l’ha ancora verificato.
JPMorgan ha alzato il rating di RXO (Underweight diventa Neutral) e il prezzo obiettivo passa da 22 dollari a 30. Nel suo modello, se le sinergie non arrivassero, l’utile per azione si diluirebbe del 7,4%. La banca avverte anche che i ricavi potrebbero calare per la sovrapposizione dei clienti, finché l’acquirente non porterà prove diverse. TD Cowen ha migliorato il rating, passando dal Sell all’Hold, e il prezzo obiettivo sale a 30,25 dollari dai 17,50 precedenti. Ha però definito l’operazione una sorpresa.
Il secondo fronte è legale. Il 14 maggio la Corte Suprema americana, nella causa Montgomery contro Caribe Transport, ha stabilito all’unanimità che le cause per scelta negligente del vettore non sono bloccate in automatico dalla norma federale sul trasporto. I broker possono quindi finire davanti ai tribunali dei singoli Stati dopo un incidente causato da un camionista terzo. Nelle cause di questo tipo il verdetto mediano sta già intorno a quota 1,3 milioni di dollari, mentre i casi peggiori toccano 36 milioni. Unire due broker significa mettere sotto lo stesso tetto due esposizioni.
Per RXO c’è anche un’ironia. Coyote Logistics, rilevata da Ups nel 2024, era costata alla società un prezzo di circa 1,025 miliardi, in dollari. Oggi, a distanza di due anni, è lei a essere comprata.
Il finanziamento in contanti arriverà da liquidità, nuovi prestiti e mercato dei capitali, con un prestito ponte fino a 4,5 miliardi garantito da Morgan Stanley, da usare solo se serve. Se RXO recedesse in certe circostanze, dovrebbe versare 175 milioni di dollari. Il closing è previsto nei primi sei mesi del 2027, dopo il via libera antitrust.
Chi segue i due titoli ha quindi tempo per osservare tre cose: il voto degli azionisti RXO, il parere antitrust e le prime cause nate dalla sentenza di maggio.
Secondo Money.it, che ha pubblicato la notizia martedì 6 ottobre 2026 sulla base del comunicato congiunto delle due società e del modulo 8-K di RXO.