Stellantis ha costruito 340.745 veicoli in Italia nei primi nove mesi del 2026, il 28,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo dice il report della Fim-Cisl, la federazione dei metalmeccanici della Cisl, ripreso da Il Sole 24 Ore. Il rimbalzo parte però da un anno molto debole e ha perso velocità rispetto al primo semestre.

Le auto trainano la crescita: 206.945 unità, il 36,7% in più. I veicoli commerciali salgono del 17,3% e arrivano a 133.800. Un anno prima il totale dei due segmenti toccava 265.490 unità.

A far risalire i conti sono state la nuova Jeep Compass prodotta a Melfi e il buon andamento della Fiat Panda. Insieme hanno recuperato le perdite del 2025, ma i volumi restano sotto quelli del 2024 e degli anni prima. La sola Panda vale esattamente metà delle auto assemblate in Italia, quindi un suo rallentamento si sentirebbe subito.

Cassino va in direzione opposta. È l’unico stabilimento di assemblaggio auto che fa peggio dell’anno scorso, con un calo del 37,1% che si somma a un 2025 già molto negativo. Per i sindacalisti della Cisl, a Cassino il quadro peggiora di mese in mese.

A Mirafiori la Fiat 500 ibrida, costruita accanto alla versione elettrica, vende più di un anno fa ma lontano dai numeri ipotizzati all’inizio. Fermi per mancanza di materiali e ordini più bassi hanno portato a chiedere due settimane di cassa integrazione in ottobre. Il ritorno agli ammortizzatori alle Carrozzerie, previsto nella seconda metà del mese, arriva dopo otto mesi senza.

Altrove il quadro è più sereno. Pomigliano d’Arco cresce su base annua, anche se continua a usare i contratti di solidarietà. Atessa, in Abruzzo, produce da sola il 39,3% dei veicoli italiani e ha smesso di ricorrere agli ammortizzatori. Melfi recupera, ma resta distante dai livelli del passato.

Per l’intero 2026 la Fim-Cisl prevede circa 450mila veicoli. Per arrivarci basta un quarto trimestre sotto il ritmo medio dei primi nove mesi. Le auto dovrebbero superare quota 250mila, un livello che riporta l’Italia indietro di decenni. Il mezzo milione resta fuori portata, e l’ultimo anno sopra il milione è stato il 2017.

Un dato positivo ha un rovescio. L’uso degli ammortizzatori sociali è sceso di oltre il 30% nei nove mesi grazie ai nuovi lanci, ma l’occupazione è calata di circa mille persone solo nel 2026. A Melfi si sono persi in più anni oltre 2mila addetti. Meno cassa integrazione, quindi, non significa automaticamente più lavoro.

Il sindacato conta sull’ultimo trimestre, con DS7 e Lancia Gamma in arrivo, e sulla piena operatività delle nuove produzioni nel 2027, anno in cui debutterà un nuovo modello Alfa Romeo svelato dal gruppo nei mesi scorsi. Fino ad allora i volumi restano una scommessa.

Il 15 ottobre l’azienda incontra i sindacati su Cassino e sul futuro di Mirafiori. Chi lavora in quegli stabilimenti avrà lì il primo segnale su cosa Stellantis intende fare prima del 2027.

Il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2026, sul report della Fim-Cisl relativo alla produzione Stellantis in Italia.