Il governo sta valutando di allungare le tutele graduali dell’energia, che oggi finiscono il 31 marzo 2027, fino al 31 dicembre dello stesso anno. A rendere nota l’ipotesi è il Mase, il dicastero che si occupa di ambiente ed energia, come ha riportato Soldionline il 12 ottobre citando l’ANSA. Non c’è ancora nessuna decisione: il ministero parla di misure allo studio.
Il motivo dichiarato è il quadro internazionale, segnato secondo il Mase da prezzi dell’energia instabili, e per giunta da tempo. Tradotto: luce e gas possono continuare a oscillare, e passare di colpo a un’offerta scelta in fretta rischia di pesare sulla bolletta. La proroga varrebbe per microimprese, piccole e medie imprese e famiglie.
Le tutele graduali sono un meccanismo che porta una parte dei clienti al mercato libero, dove si sceglie da soli fornitore e offerta. Serve a chi non ha ancora deciso: gli garantisce condizioni di fornitura definite, senza un passaggio brusco da un regime all’altro.
Per le famiglie l’ipotesi più concreta copre nove mesi del 2027, da aprile a dicembre. Chi è cliente domestico non vulnerabile e non sceglie nulla resterebbe con il fornitore del servizio, che applicherebbe una di due opzioni. La prima sono le condizioni commerciali di oggi. La seconda, solo se più convenienti, sono quelle della migliore offerta che lo stesso fornitore pratica a clienti come loro.
Quel “se più convenienti” conta. Non promette un prezzo più basso a tutti, ma una clausola di salvaguardia: la bolletta non dovrebbe peggiorare per il solo fatto di non aver cambiato contratto. Resta aperto un dettaglio che il ministero non ha precisato: chi stabilirebbe quale sia la migliore offerta e con quale frequenza verrebbe confrontata.
L’obiettivo, secondo il Mase, è dare ai clienti non vulnerabili più margine per valutare le offerte e scegliere con consapevolezza, favorendo una partecipazione più attiva al mercato. Il punto debole è che più tempo non significa per forza più attenzione. Chi oggi non ha confrontato le proposte in anni di mercato libero non lo farà necessariamente per nove mesi in più.
Il rinvio ha poi un costo implicito: chi resta nel servizio rinuncia, di fatto, a eventuali offerte più economiche sul mercato libero. Le proposte dei fornitori differiscono su costo, durata, clausole e servizi compresi, e il confronto resta l’unico modo per sapere se si sta pagando di più del necessario.
Il testo della misura non è stato pubblicato, quindi non si conoscono ancora gli atti con cui verrebbe adottata né i tempi. Finché non arriva, la scadenza valida resta il 31 marzo 2027.
Se oggi sei nelle tutele graduali, non aspettare la proroga per guardarti intorno: raccogli le ultime bollette, confronta due o tre offerte e tieni da parte il confronto. Se il rinvio passa, avrai comunque un termine di paragone per capire se la condizione che ti verrebbe applicata è davvero la più vantaggiosa.
Secondo Soldionline, che cita l’ANSA, la valutazione del Mase è stata resa nota il 12 ottobre 2026.