Eni ha firmato due accordi vincolanti per vendere una parte delle sue quote nei giacimenti indonesiani gestiti da Searah, la società creata a metà 2026 insieme alla malese Petronas. Le cessioni valgono il 10% di ciascun blocco e passano alla compagnia di stato Pertamina e al gruppo Medco. Entrambe le operazioni dovranno ottenere le autorizzazioni di governo e autorità di regolazione.

Searah è una joint venture indipendente: metà Eni, metà Petronas, operativa da giugno 2026. Raccoglie 19 asset di gas, quattordici in Indonesia e cinque in Malesia, e oggi produce circa 350 mila barili di petrolio equivalente al giorno. L’obiettivo è superare quota 500 mila entro il 2028.

Il primo accordo riguarda Pertamina, il maggiore produttore indonesiano di petrolio e gas. Eni le cede il 10% dei contratti di produzione Rapak, North Ganal ed East Sepinggan. Dentro ci sono i campi di Merakes, East Merakes, già attivi e due scoperte, Geng North e Gehem, che sono in sviluppo con il progetto North Hub. Il governo di Giacarta ha classificato quel progetto come strategico per il Paese.

Il secondo accordo coinvolge Medco, gruppo energetico del Sud-Est asiatico. A Medco va il 10% dei blocchi Muara Bakau, Ganal, West Ganal ed East Ganal. Tra gli asset spicca Jangkrik, già in produzione. Ci sono poi Maha, Gendalo e Gandang, che formano il South Hub, e Geliga, una scoperta di gas classificata come giant.

Il comunicato di Eni non dice quanto incasserà. Senza il prezzo non si può misurare il valore attribuito alle quote, né capire quanto pesi la cessione sui conti del gruppo. Quello che l’azienda rivendica è il risultato dell’esplorazione: le scoperte di Geliga e Geng North hanno portato risorse per più di 10 Tcf di gas (mille miliardi di piedi cubi) e di condensato per 650 milioni di barili, un petrolio leggero estratto insieme al gas.

La logica è quella di un gruppo che esplora, scopre e poi vende una fetta mentre il progetto è già finanziato. A marzo erano arrivate le decisioni finali di investimento su South Hub e North Hub, cioè il via libera alla spesa. Eni sostiene che le scoperte abbiano attirato un forte interesse dell’industria, ma l’unica prova per ora sono due acquirenti, non le cifre.

Eni resta comunque presente nell’area. Opera direttamente le licenze Peri-Mahakam, Makassar Strait e Sapukala, quest’ultima assegnata da poco. Con la quota rimasta in Searah continua a partecipare alla produzione dei giacimenti ceduti in parte.

Per chi segue il titolo Eni, il dato da attendere è il prezzo delle due cessioni, che il gruppo dovrà comunicare alla chiusura delle operazioni. Fino ad allora resta un segnale di strategia, ma non ancora un effetto misurabile sui conti.

Secondo Borse.it, che ha ripreso il comunicato di Eni, i due accordi sono stati annunciati lunedì 12 ottobre 2026.