Con un ordine esecutivo firmato dal presidente, Donald Trump sospende il Graham Act, il pacchetto di sanzioni contro la Russia approvato dal Congresso con consenso bipartisan. Al Congresso il presidente ha motivato la scelta con l’interesse nazionale. Secondo Domani, la misura sarebbe dovuta scattare appena due giorni dopo lo stop.
Il Graham Act prende il nome dal senatore repubblicano Lindsey Graham della Carolina del Sud, morto improvvisamente a luglio, subito dopo un viaggio in Ucraina. Graham, descritto da Domani come stretto alleato e amico di Trump, chiedeva sanzioni più dure per spingere Mosca a chiudere la guerra contro Kiev. Anche il democratico Richard Blumenthal, senatore del Connecticut, aveva contribuito a scrivere il testo.
Il testo non è mai diventato operativo, quindi nessuna delle misure previste ha prodotto effetti concreti. Trump lo aveva firmato di persona poco tempo prima, ma la legge fissava una data per l’attuazione e la sospensione è arrivata prima di quel termine.
Il pacchetto aveva tre bersagli. Le sanzioni colpivano banche, funzionari russi e la cosiddetta flotta fantasma, le petroliere che portano energia verso la Russia. C’erano poi i dazi: fino al 100% sui cinque maggiori compratori di gas naturale o petrolio russo.
Esisteva però una deroga. Restavano fuori gli Stati con acquisti sotto il 15% delle esportazioni russe di gas naturale, purché avessero già adottato misure concrete per ridurli. Blumenthal ha attaccato proprio le esenzioni: a suo giudizio non c’entrano con la sicurezza nazionale, e dipendono dalla volontà di compiacere Vladimir Putin.
La mossa segue le dichiarazioni di Trump sul gasolio. Washington, aveva annunciato il presidente, era pronta ad acquistarlo da Mosca per provare ad abbassare i prezzi globali dell’energia. Domani sottolinea che in quell’annuncio non c’era alcun riguardo per gli effetti sull’Ucraina.
Le reazioni sono opposte. Kirill Dmitriev, negoziatore economico di Putin e suo consigliere per la cooperazione internazionale, ha definito la sospensione un momento importante e storico. Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, ha scritto su X che la decisione incoraggia soltanto Putin a proseguire gli attacchi.
Zelensky ha anche denunciato un massiccio attacco russo alle infrastrutture energetiche ucraine. Secondo lui, Mosca cerca un blackout alla vigilia dell’inverno, per lasciare al buio e al freddo milioni di cittadini.
Per chi segue i mercati dell’energia, il punto è questo: i dazi sui maggiori acquirenti di idrocarburi russi, previsti dal testo, restano sospesi. Il Graham Act non è stato cancellato, e la data di un’eventuale attuazione non è stata comunicata.
Secondo Domani (Editoriale Domani), articolo della redazione senza data di pubblicazione indicata.