Il deputato di Fratelli d’Italia Marco Osnato, che presiede la commissione Finanze di Montecitorio, ha rilanciato l’ipotesi di una flat tax sulla tredicesima con decorrenza dal 2027. L’annuncio è arrivato al Meeting per l’Amicizia. È la kermesse cattolica che ogni anno riunisce esponenti politici a Rimini.
Bonus sulla tredicesima erano già stati introdotti in passato, ma sempre come misure una tantum. Quello descritto da Osnato sarebbe invece il primo intervento strutturale, scritto direttamente nelle regole Irpef e non limitato a un solo anno.
Oggi la gratifica di dicembre viene tassata con le stesse aliquote Irpef ordinarie dello stipendio, ma senza gli sgravi che alleggeriscono le altre mensilità: non si applica né il bonus Renzi né la riduzione legata al cuneo fiscale. Il risultato è che, a parità di importo lordo, il netto in busta paga a dicembre risulta più basso di quello degli altri mesi.
Osnato ha messo sul tavolo due ipotesi, la cui scelta dipenderà dalle risorse disponibili in manovra. La prima ipotesi fissa l’aliquota al 15% fino alla soglia dei 15.000 euro di reddito, contro il 23% di oggi: un risparmio contenuto, che secondo le simulazioni si aggira sui 92 euro. La seconda opzione, più ambiziosa, dimezzerebbe ulteriormente l’aliquota al 10% ed estenderebbe la platea fino a 30.000 euro di reddito. In pratica, la tredicesima non seguirebbe più gli scaglioni progressivi ordinari ma un’unica aliquota fissa, più bassa di quella oggi applicata a chi supera i 15.000 o i 28.000 euro di reddito imponibile.
Con la seconda ipotesi il vantaggio cresce insieme al reddito. Chi guadagna 20.000 euro l’anno risparmierebbe circa 200 euro sulla tredicesima, chi arriva a 25.000 euro circa 250 euro, chi si ferma a 28.000 euro circa 280 euro. Per chi tocca la soglia massima di 30.000 euro il beneficio salirebbe fino a 500 euro, il valore più alto tra tutti gli scenari illustrati da Osnato.
Secondo quanto riportato da Money.it, lo stesso Osnato ha usato toni cauti: non siede nell’Esecutivo e non decide direttamente i contenuti della manovra, come ha ricordato lui stesso a Rimini. Ha ammesso di non avere certezze sulla effettiva approvazione della misura, lasciando intendere che si tratta per ora di un’ipotesi politica più che di un punto già acquisito.
La proposta sulla tredicesima si inserisce in un progetto più ampio di riforma dell’Irpef che punta anche a estendere il secondo scaglione, applicando un’aliquota del 33% al posto del 43% sul reddito tra i 50.000 e i 60.000 euro. Da sola, quella modifica potrebbe valere fino a 1.000 euro l’anno per chi rientra in quella fascia.
Restano comunque cifre indicative. L’importo reale della tredicesima dipende dal numero di mensilità su cui viene calcolata e dal reddito imponibile effettivo di ciascun lavoratore, quindi il vantaggio concreto potrebbe discostarsi da quanto indicato negli esempi.
Chi ha un reddito vicino ai 28.000 o ai 30.000 euro dovrebbe seguire con attenzione i prossimi passaggi della manovra: se la seconda ipotesi di Osnato entrasse davvero nel testo, sarebbe proprio in quella fascia di reddito che il vantaggio in busta paga si farebbe sentire di più.
Notizia riportata da Money.it il 24 agosto 2026, a firma di Simone Micocci.