L’Ecobonus sopravvive alla Manovra 2027 con un meccanismo diverso. Al posto dei massimali separati per ogni lavoro arriva un solo tetto di spesa per immobile, fissato a 96.000 euro. La novità è contenuta nella legge di Bilancio in discussione, come ha raccontato QuiFinanza mercoledì 4 novembre 2026.
Finora ogni intervento aveva un suo limite, e quei limiti non si sommavano né si compensavano tra loro. Quando la detrazione è del 50%, infissi, schermature solari e solare termico arrivavano a 120.000 euro di spesa ciascuno. Per gli impianti ibridi e le pompe di calore il limite era la metà: 60.000 euro. Il Sole 24 Ore, citato da QuiFinanza, osserva che quei tetti non dialogavano.
Il nuovo limite vale per ogni unità immobiliare. Per i lavori sulle parti comuni dei condomini scende a 40.000 euro, da moltiplicare per il numero di appartamenti che compongono l’edificio. Qui rientra anche l’isolamento termico condominiale, perché agisce proprio sulle parti comuni.
Per i cantieri piccoli non cambia niente. Chi sostituisce soltanto gli infissi, oppure interviene solo sull’impianto di riscaldamento, spende e detrae come prima. La differenza si vede quando i lavori si accumulano.
Prendiamo una riqualificazione ampia, magari su una casa grande. Se in una sola operazione si mettono insieme più interventi, il totale può superare la soglia unica e la parte eccedente resta senza detrazione. Per certi lavori il vecchio massimale sfiorava i 120.000 euro, quindi il nuovo tetto riduce la spesa agevolabile rispetto a prima. Questo è il senso del taglio che QuiFinanza segnala.
C’è anche un lato positivo, perché le regole diventano più ordinate. Il sistema permette inoltre di scegliere tra più tecnologie per l’efficienza energetica, senza controllare un massimale per ciascuna. Il vantaggio resta però teorico per chi supera i 96.000 euro.
Sulle aliquote non ci sono sorprese. Si era parlato a lungo di portare la detrazione al 65%, sfruttando i margini di bilancio che l’Unione europea lascia sulle spese per energia ed efficientamento. Nel testo quell’aumento non compare. Il Governo ha confermato lo schema attuale: aliquota al 50% sulla prima abitazione, al 36% sulle altre.
Il testo è ancora una proposta. Fino al voto in Parlamento le regole possono cambiare, e QuiFinanza non indica una data di entrata in vigore precisa.
Chi sta pensando a una ristrutturazione energetica completa dovrebbe sommare tutti i preventivi e confrontarli con i 96.000 euro prima di firmare. Se il totale supera il tetto, conviene chiedere al tecnico quali lavori restano fuori dalla detrazione.
Secondo QuiFinanza, che cita Il Sole 24 Ore, la novità è contenuta nella proposta di legge di Bilancio ed è stata pubblicata mercoledì 4 novembre 2026.