La Federal Reserve, la banca centrale del Regno Unito e quella giapponese hanno già comunicato le loro mosse sui tassi nei giorni scorsi. Ora tocca alla People’s Bank of China e alla Banca nazionale svizzera. Lo scrive Money.it nel consueto calendario settimanale dedicato ai market mover.
Lunedì la banca centrale cinese dovrebbe lasciare fermo il costo del denaro, misurato dal tasso Loan Prime Rate, per il sedicesimo mese di fila. Un sondaggio Reuters tra gli economisti indica il parametro a un anno stabile al 3% e quello a cinque anni fermo al 3,50%. È la conferma di una pausa che dura ormai da oltre un anno, mentre Pechino continua a puntare su misure fiscali mirate più che sulla leva monetaria.
Giovedì la Banca nazionale svizzera annuncia la sua decisione, attesa invariata allo zero. Nello stesso giorno la Banca Centrale Europea pubblica il bollettino economico mensile, il sesto numero del 2026. Il documento aggiorna le stime su Pil e inflazione dell’area euro e resta il testo più letto dagli investitori per capire quanto durerà l’attuale fase dei tassi.
Prima di arrivare a giovedì, il calendario propone una raffica di dati sull’attività economica. Mercoledì escono gli indici PMI flash di settembre per Francia, Germania, area euro, Regno Unito e Stati Uniti, le prime stime su manifatturiero e servizi che anticipano i numeri definitivi di inizio ottobre. Giovedì arriva anche l’indice Ifo tedesco sulla fiducia delle aziende, mentre negli Stati Uniti si susseguono permessi di costruzione, richieste di sussidi di disoccupazione e vendita di case nuove.
I discorsi di alcuni membri della Fed pesano più dei dati in agenda. Martedì parlano John Williams e Philip Jefferson, insieme al presidente della Bundesbank Joachim Nagel: il mercato ha già scontato le mosse recenti sui tassi, quindi le loro parole contano più delle cifre macro del giorno. Gli osservatori guarderanno soprattutto a Nagel per capire quanto la BCE sia disposta a spingersi oltre con nuovi tagli nei prossimi mesi.
Va segnalato anche il calendario delle Borse asiatiche: Tokyo resta chiusa tra lunedì e mercoledì per due festività consecutive, mentre Shanghai chiude venerdì per Metà Autunno. Le sedute più sottili possono amplificare i movimenti sui listini regionali, un fattore da tenere presente per chi opera su titoli asiatici in quei giorni.
Chi ha un portafoglio esposto a bond europei o al cambio euro-franco dovrebbe guardare al bollettino BCE di giovedì più che alla decisione svizzera in sé: è quel testo a dare l’indicazione più concreta su quanto ancora scenderanno i tassi nell’Eurozona nei prossimi mesi.
Il calendario dei market mover della settimana è stato pubblicato da Money.it il 20 settembre 2026, a firma di Laura Naka Antonelli.