Il ministero dell’Economia ha diffuso ieri, martedì 29 settembre, il piano di collocamento dei Titoli di Stato per l’ultimo trimestre dell’anno. Per il quarto trimestre è annunciato un nuovo BTP a 5 anni con scadenza 1° febbraio 2032, che è programmato ma non ancora emesso. Secondo Money.it, che ha letto il documento, le emissioni lorde stimate dal Tesoro vanno da 59 a 69 miliardi di euro, mentre quelle nette da 28 a 38 miliardi.
Lordo e netto sono due misure diverse e vanno tenute separate. Le emissioni lorde sono tutti i titoli a medio-lungo termine che lo Stato colloca nel periodo. Quelle nette si ottengono togliendo i titoli in scadenza, quindi dicono quanto debito si aggiunge davvero. Il 38 che compare in molti titoli è il tetto della forchetta netta, non un totale lordo: il tetto lordo è 69 miliardi.
Il MEF precisa che la stima lorda considera l’incasso dell’ultima rata del piano NGEU, il fondo europeo per la ripresa, e la gestione della liquidità di cassa. Da settembre a dicembre scadono titoli a medio-lungo termine per circa 64,4 miliardi, e 33,1 miliardi cadono già a settembre. Ecco perché la forbice netta è molto più bassa di quella lorda.
Al nuovo BTP il ministero associa la cifra di 10 miliardi. Non sono però soldi che il Tesoro collocherà in un colpo solo nel trimestre: il MEF indica la soglia che il circolante deve raggiungere prima che quella scadenza venga sostituita da un altro titolo.
Il programma prevede anche la possibile riapertura di quattro BTP già in circolazione, cioè nuove tranche di titoli esistenti. Hanno scadenza 30 ottobre 2028 (cedola 3,00%), 15 settembre 2029 (cedola 3,00%), 15 settembre 2033 (cedola 3,35%) e 1° ottobre 2036 (cedola 4,00%). Si tratta di una facoltà, non di un obbligo. Il Tesoro si riserva la stessa libertà per i titoli oltre i dieci anni, per i CCTeu e per quelli indicizzati all’inflazione, in funzione delle condizioni di mercato.
Il piano arriva a metà del percorso finale del 2026. Alla fine di agosto il MEF aveva emesso titoli a medio-lungo termine per circa 261,8 miliardi di euro nominali, il 75% circa del programma annuale. Contando le emissioni previste a settembre, l’avanzamento sale all’83% circa. Nello stesso periodo il Tesoro ha rifinanziato titoli in scadenza per circa 196,7 miliardi, compresi 4,7 miliardi ritirati con concambi e riacquisti.
Sul costo del debito i numeri si muovono di poco ma nella direzione meno gradita. Il costo medio all’emissione, fino ad agosto, è del 2,94%, contro il 2,75% medio del 2025. Senza i prestiti SURE e NGEU, la durata media del debito italiano è di 6,93 anni al 31 agosto, contro 6,92 a fine 2025. Sono dati diffusi dallo stesso ministero, non verificati da un soggetto terzo.
Per chi risparmia in BTP, la cosa da segnare è la scadenza del 2032: quando il titolo verrà collocato, l’asta dirà quale rendimento il mercato chiede oggi per cinque anni, da confrontare con il 2,94% medio pagato dallo Stato finora quest’anno.
Secondo Money.it, che ha riportato il programma di emissione del MEF per il quarto trimestre, pubblicato martedì 29 settembre 2026.