Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato tra il 19 e il 23 ottobre, lunedì e venerdì, con chiusura anticipata possibile già alle 13 dell’ultimo giorno, la finestra per una nuova emissione della famiglia BTP Valore. La novità è che questa volta il Tesoro non collocherà un solo titolo, ma due insieme, il BTP Valore Insieme e il BTP Valore ordinario.

I due strumenti condividono la durata, cinque anni, e il rimborso integrale del capitale a scadenza. Cambia però il modo in cui arriva la cedola. Il primo la paga ogni tre mesi con un profilo crescente che il Tesoro renderà noto solo a ridosso del collocamento. Il secondo la concentra in un unico versamento, corrisposto quando il titolo giunge a scadenza.

Nonostante questa differenza, il ministero ha comunicato che il rendimento complessivo dei due titoli sarà costruito per risultare equivalente sul piano finanziario. Chi preferisce un flusso di cassa periodico sceglierà la prima opzione, chi punta a incassare tutto in un momento solo la seconda: la scelta cambia la liquidità nel tempo, non il guadagno atteso a parità di condizioni di mercato.

Entrambi i BTP Valore mantengono i vantaggi tipici dei titoli di Stato italiani destinati al retail. La tassazione sulla cedola resta al 12,5%, contro l’aliquota ordinaria più alta applicata a molti altri strumenti finanziari. Non è dovuta l’imposta di successione e il possesso non pesa sul calcolo dell’ISEE fino a un tetto di 50.000 euro. Chi sottoscrive durante i giorni di collocamento non paga commissioni di acquisto, restano invece a carico i costi ordinari legati al conto o alla piattaforma di trading.

Il taglio minimo resta accessibile: bastano 1.000 euro per entrare in ciascuno dei due titoli, e il Tesoro garantisce che l’intero importo richiesto da ogni sottoscrittore verrà effettivamente assegnato, senza riparto al ribasso. L’acquisto passa dall’home banking, per chi ha abilitato l’operatività online, oppure dallo sportello bancario o postale dove è aperto un conto titoli. Il collocamento avviene sulla piattaforma MOT, con Intesa Sanpaolo e Unicredit nel ruolo di banche dealer.

Sui tassi minimi garantiti bisognerà però aspettare: il Tesoro li renderà pubblici venerdì 16 ottobre, insieme ai codici ISIN che distingueranno i due titoli sul mercato. Fino a quel giorno le cedole restano indicative, non definitive, ed è quel comunicato del 16 ottobre a fissare il livello sotto cui il rendimento non potrà scendere.

Per chi valuta di partecipare, la scelta tra le due versioni dipende soprattutto dall’uso che si vuole fare della liquidità nei prossimi cinque anni: chi conta su un’entrata periodica per integrare il reddito guarda al primo titolo, chi preferisce reinvestire tutto insieme alla scadenza guarda al secondo. Prima di decidere conviene comunque attendere il tasso minimo del 16 ottobre, che resta il dato che manca per confrontare davvero l’operazione con le alternative di conto deposito o fondi obbligazionari già disponibili sul mercato.

Dati e dettagli dell’emissione riportati da QuiFinanza in un articolo di Giorgia Bonamoneta pubblicato venerdì 25 settembre 2026.