Tesla ha presentato i conti del terzo trimestre 2026 dopo la chiusura di Wall Street di mercoledì 21 ottobre, e il titolo ha perso oltre il 3% nelle contrattazioni dopo l’orario di borsa. Le azioni sono scese a 373,65 dollari, dopo aver chiuso la seduta a 386,47 con un rialzo del 3,41%. Secondo Money.it, i numeri hanno superato le previsioni degli analisti, ma a pesare è stato il calo dei ricavi nel business delle auto.

Su tutto il gruppo l’utile ha perso il 29% e si è fermato a 787 milioni di dollari, cioè 22 centesimi per azione. Un anno prima Tesla aveva guadagnato 1,11 miliardi, 32 centesimi per azione. Sul dato adjusted, che esclude alcune voci straordinarie, l’utile per azione è stato di 48 centesimi, contro i 43 attesi dagli analisti.

Il fatturato complessivo ha raggiunto 28,05 miliardi di dollari. Le stime erano ferme a 27,9 miliardi, ma il totale resta un filo sotto i 28,24 miliardi incassati nello stesso periodo del 2025. Dentro questa cifra le tre divisioni vanno in direzioni diverse: le auto perdono il 3% e si fermano a 20,56 miliardi, l’energia cede il 16% scendendo a 2,88 miliardi, mentre servizi e altre attività crescono del 33% e salgono a 4,61 miliardi.

Il motivo del calo dei margini sta nelle spese. La spesa per investimenti, il CapEx che include fabbriche, macchinari e infrastrutture, è più che raddoppiata sull’anno e ha toccato 3,73 miliardi di dollari. Tesla la collega a Optimus, il suo robot umanoide, e ad altri progetti di intelligenza artificiale. Una volta pagati gli investimenti, la cassa libera è crollata del 62%, fino a 1,53 miliardi.

Sulle auto la società parla di prezzi medi di vendita in discesa e di problemi con le forniture di batterie. Quelle difficoltà hanno impedito di costruire abbastanza veicoli per smaltire gli ordini arretrati. Elon Musk, durante l’incontro con gli analisti, ha però ricordato i record di vendite in Australia, Canada, Giappone e Taiwan.

La parte più solida del trimestre è la guida autonoma in abbonamento. Il sistema FSD Supervised, che negli Stati Uniti costa 99 dollari al mese, conta 1,74 milioni di abbonamenti attivi, il 67% in più su base annua. Rispetto ai tre mesi precedenti, l’adozione è cresciuta di 20 punti. Nella versione Unsupervised, pensata per funzionare senza il controllo del guidatore, alcune auto dei clienti dovrebbero ottenere l’accesso verso aprile-giugno 2027, stando al vicepresidente Autopilot Ashok Elluswamy.

Sui robotaxi, Tesla sta provando anche il Cybercab, una vettura a due posti che i privati non possono ancora comprare. Musk ha detto che quasi tutti gli esemplari resteranno a Tesla e serviranno a vendere corse. Il CFO Vaibhav Taneja ha annunciato l’arrivo del servizio in altre città oltre Austin entro fine anno. Le autorità texane contano 449 Cybercab e 362 Model Y Robotaxi autorizzati a circolare senza conducente. L’apporto ai risultati, per Musk, comincerà nel 2027.

Resta aperto anche il dossier SpaceX. Il giorno prima dei conti Tesla, durante la call della società spaziale, Musk aveva definito una fusione una buona idea, spiegando che entrambi i board hanno creato comitati speciali per valutarla. Interpellato di nuovo, ha paragonato la situazione a un balletto su un terreno pieno di mine e ha aggiunto di aver già detto tutto. Nessun termine o condizione dell’operazione è stato reso noto.

Per chi segue il titolo, il nodo è il tempo. Robotaxi e FSD senza supervisione daranno ricavi dal 2027, mentre la cassa che li finanzia si è già ridotta di oltre la metà. Il prossimo bilancio dirà se gli abbonamenti riescono a coprire quella distanza.

Secondo Money.it, i risultati di Tesla sono stati comunicati dopo la chiusura di Wall Street di mercoledì 21 ottobre 2026, in un articolo pubblicato giovedì 22 ottobre.