Lufthansa ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di circa 1,3 miliardi di euro, contro i 966 milioni dello stesso periodo del 2025. Il fatturato ha toccato 12,2 miliardi, il 9% in più, e secondo Il Messaggero è il trimestre più ricco nella storia del gruppo.

Il risultato operativo rettificato è salito del 6%, fino a 1,4 miliardi. I conti hanno beneficiato della domanda premium, in particolare per le tratte asiatiche e nordamericane, oltre che dei business di cargo e manutenzione. Carsten Spohr, presidente del gruppo, dice di tenere i costi sotto controllo e prevede 9,3 miliardi di spesa per il carburante.

Lufthansa controlla il 41% di Ita Airways, mentre il 59% resta al ministero dell’Economia. L’integrazione si vede già nel trasporto merci: il gruppo ha più capacità perché usa anche lo spazio nelle stive dei velivoli italiani.

Nei primi nove mesi dell’anno Ita ha superato 2,5 miliardi di ricavi, con una crescita del 4% sul 2025. Il risultato operativo è salito del 65% e ha raggiunto 98 milioni di euro.

Il dato del solo terzo trimestre è meno brillante. I ricavi sono stati di 995 milioni, con un aumento del 6%, ma il risultato operativo è arrivato a 94 milioni. Quasi tutto l’utile operativo dei nove mesi è dunque nato tra luglio e settembre, e la crescita del fatturato non si è tradotta in un salto equivalente di redditività.

Pesa il carburante. Il jet fuel costa di più e le tensioni geopolitiche non aiutano. L’effetto è stato attutito da coperture finanziarie che proteggono oltre l’80% del fabbisogno annuo di carburante.

L’amministratore delegato Joerg Eberhart giudica positivo il trimestre. Indica tre leve per una redditività duratura: attenzione ai costi, sinergie con Lufthansa e qualità del servizio.

Il rilancio ha però un prezzo sul fronte occupazionale. Ita ha aperto la procedura per 226 esuberi, il 4,3% dei 5.269 dipendenti, e li definisce strutturali. Il conto è questo: 90 assistenti di volo, 10 piloti e 126 persone a terra.

L’apertura della procedura non equivale a licenziamenti già decisi. Con i sindacati si tratterà sui criteri con cui scegliere chi esce, sugli incentivi e sulle compensazioni. La compagnia promette formazione e ricollocazioni interne.

Per chi deve prenotare un volo, la notizia pratica è un’altra. Il quotidiano romano segnala che i biglietti di Ita saliranno fino al 20%, per il costo del carburante e per le tensioni internazionali. Chi ha un viaggio in programma per i prossimi mesi farebbe bene a confrontare le tariffe adesso, e chi lavora in Ita seguirà il tavolo sindacale per capire chi resta.

Secondo Il Messaggero, che ha pubblicato la notizia mercoledì 4 novembre 2026 con la firma di Umberto Mancini.