Le maestranze del Teatro alla Scala di Milano confermano per martedì 20 ottobre uno stop che durerà un giorno intero, salvo accordi dell’ultima ora. Il 27 ottobre si fermerà invece l’intero settore teatrale, con uno sciopero generale. Lo riporta Il Sole 24 Ore.

Alla Scala la posta in gioco è la prima del Faust, l’opera di Gounod con la direzione di Daniele Rustioni. Se lo sciopero si farà, lo spettacolo slitterà al 24 ottobre. I lavoratori avevano aperto lo stato di agitazione il 7 ottobre e hanno poi tenuto un’assemblea il 12.

Il nodo è il rinnovo del contratto. Quello della Scala è un accordo a sé: il teatro ha autonomia gestionale, quindi la sua intesa è diversa da quella nazionale e riguarda solo il personale scaligero. La prima richiesta dei sindacati è un aumento del 15% della retribuzione annua lorda per tutti, da gennaio 2027.

Nei comunicati i sindacati la definiscono una rivendicazione irrinunciabile per riconoscere il valore del lavoro e delle professionalità. Dopo gli incontri con la sovrintendenza, dicono di non aver visto passi avanti concreti sulla parte economica. Apprezzano però la disponibilità del sovrintendente a recuperare l’inflazione, e questo è l’unico spiraglio emerso finora. Insieme allo sciopero, annunciano manifestazioni e presidi.

Sul fronte nazionale la questione è simile, anche se separata. Per chi lavora nello spettacolo dal vivo il contratto è scaduto nel 2021, e chiedono un aumento che tenga il passo con il costo della vita. A spingere i prezzi, secondo la ricostruzione del quotidiano, sono stati soprattutto l’energia e i carburanti. Sono gli stessi rincari contro cui in questi giorni protestano autotrasportatori e agricoltori, con mobilitazioni che hanno fermato pure le merci in viaggio sulle strade del Paese.

Per il settore teatrale, l’ultima revisione del contratto nazionale risale al 2018. Il quotidiano scrive che da allora sono passati quasi nove anni di vigenza di fatto. Federvivo, l’associazione di riferimento dei teatri, ha risposto con proposte economiche che i sindacati giudicano del tutto insufficienti. A loro dire non scalfiscono nemmeno l’inflazione, che nel periodo senza contratto ha raggiunto il 23%.

Quel 23% è il dato citato dai sindacati. Il quotidiano non riporta i dettagli delle proposte di Federvivo, quindi la distanza tra le parti non si può misurare in cifre.

Chi ha già comprato un biglietto per la Scala o per un altro teatro nelle prossime settimane dovrebbe controllare i comunicati della sala. Il 20 ottobre per Milano e il 27 ottobre per tutto il settore sono le due date da segnare.

Secondo Il Sole 24 Ore, in un articolo di Giovanna Mancini pubblicato il 17 ottobre 2026.