L’INPS ha rimesso in circolazione un modulo cartaceo per la malattia che paga direttamente. Si chiama SR212 e serve a chi non possiede nessuna tra eIDAS, CNS, CIE e SPID. L’Istituto lo ha deciso il 29 ottobre 2026 con il messaggio 3484, che lo definisce uno strumento transitorio. Lo racconta Money.it.

Il problema nasce a luglio. Da allora i dati per liquidare l’indennità si comunicano sul nuovo sportello online dedicato alla malattia pagata direttamente, e il vecchio modulo SR188 è stato ritirato. Chi non aveva un’identità digitale non aveva più alcun canale. L’SR212 chiude quel buco, almeno per ora.

Il modulo riguarda i lavoratori la cui indennità non passa dalla busta paga. Sono gli operai agricoli a termine, chi lavora nello spettacolo con contratti brevi, gli stagionali senza anticipo del datore, certi disoccupati o sospesi e i dipendenti di aziende in crisi. Ogni pratica comincia con il certificato del medico curante, trasmesso all’INPS per via telematica. Su quel passaggio il lavoratore non cambia nulla.

Per usare l’SR212 il file si trova tra i Moduli sul sito dell’Istituto, cercando il codice. Poi va spedito alla sede INPS competente per territorio, con PEC oppure con raccomandata con ricevuta di ritorno. Nell’oggetto si scrive “Trasmissione” seguito da “modello COD. SR 212”. Il messaggio non impone allegati, ma buste paga e contratto servono allo sportello online e conviene tenerli pronti anche qui.

Conta molto la casella di partenza. Le PEC dell’INPS ricevono solo da altre PEC: una mail ordinaria torna indietro con un errore. Senza una PEC propria si ripiega sulla raccomandata, che ha un costo ma lascia la prova della consegna. L’indirizzo giusto il messaggio non lo indica. Si trova con la pagina Ricerca Sede e nell’elenco delle PEC delle sedi.

Chi ha un’identità digitale non cambia strada. Usa lo sportello online, da solo oppure con l’aiuto del Contact Center Multicanale. Il numero 803 164 è gratuito da telefono fisso, mentre da cellulare si chiama il 06 164164, a tariffa del proprio gestore.

Il modulo non tocca gli importi né i requisiti di ogni categoria. Secondo la guida dell’INPS, ai dipendenti spetta di norma metà della retribuzione media giornaliera tra il quarto e il ventesimo giorno, poi il 66,66% fino al centottantesimo. Con 60 euro di retribuzione al giorno, fanno 30 euro nella prima fase e circa 40 dopo il ventesimo giorno. I primi tre giorni restano esclusi.

Restano parecchie incognite, e sono quelle che pesano di più. Il messaggio tace sulla durata della fase transitoria e non fissa scadenze per l’invio. Non spiega quando l’indennità verrà versata dopo la spedizione. Non offre nemmeno un modo per seguire la pratica cartacea. I patronati, poi, non sono ancora abilitati: l’Istituto parla di analisi tecniche in corso. Per ora chi spedisce deve fare tutto da solo.

Se sei tra questi lavoratori e rischi di ammalarti, conviene sapere già adesso quale sede è la tua e se hai una PEC. Conserva la ricevuta di spedizione: senza tempi dichiarati, è l’unica prova che la pratica è partita.

Secondo Money.it, che ha pubblicato la notizia il 2 novembre 2026 citando il messaggio INPS n. 3484 del 29 ottobre 2026.