A Palermo l’ex abitazione del costruttore Francesco Zummo, bene confiscato, sta diventando un centro per giovani che punta a creare lavoro. Lo ha raccontato Il Sole 24 Ore: il Comune, proprietario dell’immobile, lo ha dato in gestione all’associazione InformaGiovani APS ETS. Il 18 dicembre il centro internazionale per i giovani verrà mostrato alla città con il cantiere ancora aperto.

I lavori sono partiti a settembre. Nel primo triennio i promotori mettono in conto investimenti privati per 1,5 milioni, mentre a regime il centro dovrebbe dare lavoro stabile a una platea fra 20 e 25 persone.

Il punto debole di ogni recupero di un immobile sottratto alla criminalità è la gestione dopo il taglio del nastro. Sistemare i muri non basta se poi mancano i soldi per tenerli aperti. Qui la risposta è un modello misto: attività gratuite sostenute dai ricavi di quelle a pagamento.

InformaGiovani è un’associazione fondata a Palermo nel 2001. Ha 14 dipendenti, e la maggioranza ha meno di trent’anni. Quel dato conta, perché il progetto vuole offrire lo stesso tipo di percorso a ragazzi che oggi cercano il primo impiego.

Il cuore economico è un ostello sociale che avrà 22 letti, con prezzi agevolati. Lo useranno realtà del Terzo settore, comitive italiane o straniere e scuole in gita. I promotori spiegano che gli alberghi cittadini sono diventati più cari e che organizzare corsi residenziali, volontariato o scambi tra ragazzi di Paesi diversi è sempre più difficile.

Accanto all’ostello ci saranno spazi per riunioni e corsi. Costeranno nulla a chi non ha risorse e prezzi calmierati per tutti gli altri. Sono previsti anche sportelli informativi sull’Europa, laboratori didattici e un orto sociale.

La sartoria è la parte più legata al lavoro. L’ha avviata l’associazione San Giovanni Apostolo e proporrà aggiustature, rifacimenti e piccole produzioni per il quartiere e per gli enti. Cucire e riparare serviranno anche a insegnare un mestiere a chi vive una fragilità.

Nessuna di queste attività punta al profitto. Gli utili finanzieranno le iniziative del centro e un fondo riservato alla sua gestione. In pratica l’ostello e le sale a pagamento devono coprire i costi che i servizi gratuiti non coprono.

Sulle coperture ci sono due precisazioni. Dall’Europa non arrivano finanziamenti diretti a questo cantiere, dicono i promotori, anche se l’associazione usa i programmi dell’Unione per altre attività. Sono invece in corso contatti con fondazioni private.

Restano senza risposta alcuni numeri: le tariffe dell’ostello non sono state comunicate, né i ricavi attesi. Senza questi dati non si può dire quanto margine resti per il fondo di gestione. Anche i 20-25 occupati sono un obiettivo a regime, non un risultato già raggiunto.

Per chi cerca un impiego o un tirocinio a Palermo, il primo appuntamento è l’apertura del 18 dicembre. Lì si capirà quali laboratori partono subito e con quali requisiti si accede.

Notizia pubblicata da Il Sole 24 Ore il 4 novembre 2026, a firma di Nino Amadore.