Le accise su benzina, gas naturale ed energia elettrica hanno portato allo Stato italiano 60,8 miliardi di euro nel 2024, l’11,6% in più dell’anno prima. Lo mostrano i dati elaborati da Istat e Ispra, l’istituto pubblico per la ricerca ambientale, ripresi in un’analisi di QuiFinanza. È una somma difficile da immaginare in astratto. Vale quasi il 3% del Prodotto interno lordo italiano, più del 6% di tutto ciò che il fisco incassa ogni anno tra imposte e contributi. Il grosso di questo gettito non nasce da tributi pensati contro l’inquinamento, ma dal conto energetico che milioni di famiglie e imprese pagano ogni giorno.
A livello europeo il fenomeno è identico, solo più grande: nel 2024 i Paesi dell’Unione hanno raccolto complessivamente 371,9 miliardi di euro con il fisco verde, in aumento del 6,1% sull’anno precedente. Le imposte energetiche valgono da sole 287 miliardi di euro: il 77,2% del totale ambientale raccolto nel continente. I trasporti pesano per 67 miliardi, il 18% del totale, mentre le tasse legate a inquinamento e sfruttamento delle risorse naturali toccano appena 17,9 miliardi, il 4,8% del totale.
Diviso per abitante, il gettito ambientale italiano vale circa 1.030 euro a testa. È una media, non una bolletta reale: comprende anche i versamenti delle imprese, non solo quanto pagano le famiglie. Il confronto con gli altri grandi Paesi europei mostra quanto l’Italia faccia leva su questa fiscalità. In Germania il valore pro capite si ferma intorno ai 920 euro, in Francia scende a 800, in Spagna a 550, un livello vicino a quello irlandese. Restano più alti solo i Paesi Bassi e gli Stati del Nord Europa, dove si superano i 1.300 euro a testa.
La ragione della sproporzione sta nella base imponibile. Le accise su benzina e gasolio, l’imposta sul gas per il riscaldamento e quella sull’elettricità colpiscono ogni giorno milioni di automobilisti, famiglie e aziende. I tributi legati alle emissioni o al prelievo di risorse naturali riguardano invece una platea molto più ristretta di soggetti. Il risultato è che l’etichetta “fisco verde” descrive soprattutto una tassazione dei consumi energetici quotidiani, più che uno strumento contro i comportamenti inquinanti.
Per chi guida un’auto a benzina o paga la bolletta del gas, questi numeri raccontano una parte della spesa che si vede in fattura ma raramente si collega al fisco. Le accise pesano già a ogni rifornimento o quando si accende il riscaldamento. Con la prossima manovra di bilancio alle porte, vale la pena seguire se il governo interviene sull’accisa dei carburanti: è quella voce a muovere da sola la gran parte di questi 60,8 miliardi di euro.
Dati ripresi dall’analisi di Danilo Supino per QuiFinanza, basata sulle rilevazioni di Istat, Ispra ed Eurostat, pubblicata il 17 agosto 2026.