Lo sconto del 25% sulla Tari, la tassa sui rifiuti (o sulla tariffa corrispettiva, dove il Comune la applica), non richiede alcuna domanda: a muoversi sono i dati, non chi paga la bolletta. Per il beneficio 2026 conta l’Isee dichiarato nella DSU del 2025: la soglia è 9.530 euro. Sale a 20.000 euro per chi ha quattro o più figli a carico.
L’Isee, l’indicatore che misura la situazione economica di un nucleo familiare, viene calcolato ogni anno a partire dalla DSU, la dichiarazione che le famiglie presentano a un Caf o tramite il portale dell’INPS. Come ricostruisce Affaritaliani.it, una volta nel sistema quel dato basta da solo: dietro il bonus sociale rifiuti si muove la macchina amministrativa, non il cittadino. L’Isee del nucleo passa da INPS al Sistema informativo integrato, arriva ad ANCI e infine a chi emette la bolletta, che applica lo sconto direttamente in fattura. Chi non ha mai presentato una DSU, però, non riceve nulla. Il beneficio non è un’iscrizione a un elenco: nasce dall’incrocio dei dati già esistenti.
ARERA, l’autorità che regola le tariffe di energia, acqua e rifiuti, ha calcolato un esempio pratico: su una spesa annua di 200 euro per la Tari, lo sconto pesa 50 euro. Il dettaglio più delicato riguarda il disallineamento temporale tra soglia e beneficio. Dal primo gennaio 2026 il limite ordinario dei bonus sociali è cresciuto a 9.796 euro, ma non è questo il numero da guardare per la Tari di quest’anno. La stessa soglia si applica da subito agli altri bonus sociali: sul fronte rifiuti, invece, lo sconto arriva con un anno di scarto. Chi presenta oggi la DSU userà quella soglia per il beneficio del 2027, non per quello attuale.
Il beneficio vale solo per le utenze domestiche, intestate a chi fa parte del nucleo che ha presentato la DSU. ARERA chiede ai gestori di applicare lo sconto nella bolletta entro giugno; se l’avviso è già stato emesso, la somma torna al cittadino con un pagamento diretto, tramite strumenti tracciabili. Chi non ricorda il proprio Isee 2025 può verificarlo in due posti. Il cassetto fiscale del Caf che ha seguito la pratica, oppure l’area riservata del sito INPS.
Per non perdere l’agevolazione, chi ne beneficia oggi deve rifare la DSU ogni anno e restare entro i limiti Isee previsti di volta in volta. Chi ha appena presentato la nuova dichiarazione, con la soglia salita a 9.796 euro, deve segnarsi che quel numero vale per lo sconto sulla Tari del 2027, non per quello di quest’anno.
Dati e meccanismo del bonus ripresi da Affaritaliani.it, in un articolo di Alberto Ratto pubblicato il 15 agosto 2026.