Sts Isolamenti, azienda torinese specializzata da decenni nel controllo del rumore, ha trasformato un effetto collaterale poco discusso dei data center in una nuova linea di business. Nel 2025 le richieste di insonorizzazione ricevute dall’impresa per i data center sono più che decuplicate rispetto al passato. Oggi Sts ha in corso progetti e bandi aperti per un valore complessivo vicino a 60 milioni di euro.

L’azienda è nata a Torino nel 1978 per occuparsi di isolamento acustico industriale. Sts ha depositato il primo brevetto dieci anni fa: da quel momento l’azienda ha imboccato la strada della ricerca e sviluppo. Giorgio Cellerino, alla guida dell’impresa dal 2012, ha preso il testimone dal padre fondatore. Oggi la società conta quattro brevetti ed è una delle poche PMI innovative italiane nel proprio comparto: quello degli impianti di ventilazione, climatizzazione e riscaldamento, il cosiddetto HVAC, che resta il cuore dell’attività. Il fatturato è arrivato a 2,5 milioni di euro nel 2025, con venti dipendenti in organico.

Negli ultimi due anni una raccolta fondi con 60 sostenitori ha finanziato prodotti nuovi, aprendo a Sts le porte di un mercato in forte espansione: quello dei data center. Sono i centri che ospitano i server necessari per intelligenza artificiale, 5G ed edge computing. Pochi sanno che il problema di questi impianti non riguarda solo l’energia che assorbono o l’acqua che usano per raffreddarsi: emettono pure un suono costante, giorno e notte. In alcuni stati americani, come New York e in Virginia, sono già nate proteste locali che hanno bloccato o rinviato diversi progetti.

Intervistato da Il Sole 24 Ore, Cellerino descrive la tecnologia brevettata dall’azienda: involucri fonoassorbenti montati intorno alle apparecchiature. Riducono le emissioni sonore senza alterare il funzionamento delle macchine e, allo stesso tempo, le riparano dagli agenti atmosferici, allungandone la vita utile. Il comparto, sostiene l’imprenditore, adotta ancora in larga parte sistemi datati e poco adeguati alle nuove esigenze: un limite che rende la proposta dell’azienda torinese più competitiva.

Il salto è evidente nei numeri. Nel 2026 Sts ha eguagliato l’intero fatturato del 2025 già a luglio, e Cellerino prevede di sestuplicare i ricavi entro il 2027, un obiettivo che porterebbe il giro d’affari vicino ai 15 milioni di euro. Sts ha appena concluso la fornitura di un data center situato nel Lazio e sta per chiudere una commessa a Francoforte. I bandi aperti a cui l’azienda partecipa sommano quasi 60 milioni di euro.

Per chi segue lo sviluppo dei data center in Italia, il caso Sts è indicativo. Il segnale è chiaro. Un vincolo ambientale come il rumore sta diventando un costo fisso di progetto, da mettere in conto fin dalla fase di cantiere. Le prossime aste per nuovi impianti diranno se la domanda di insonorizzazione continuerà a crescere allo stesso ritmo o se si stabilizzerà una volta smaltito l’arretrato attuale.

Le informazioni sono riportate da Il Sole 24 Ore, in un articolo firmato da Giovanna Mancini e pubblicato il 13 agosto 2026.