Il lavoratore svizzero a tempo pieno guadagna in media 95.000 franchi l’anno, quasi 103.000 euro al cambio attuale: più del triplo dello stipendio medio italiano, fermo a 31.856 euro. Il dato arriva dall’ufficio statistico federale svizzero, l’equivalente locale dell’Istat, e aggiorna un confronto che pesa soprattutto per chi vive vicino al confine. Tra luglio e settembre 2025 lavoravano come frontalieri in Svizzera 93.245 cittadini italiani, lo 0,5% in più rispetto a un anno prima.
Tra gli stipendi c’è una distinzione da tenere a mente. Quello mediano, cioè il valore che divide esattamente a metà la platea dei lavoratori, si ferma a 88.200 franchi l’anno (95.461 euro). La media aritmetica invece sale a 95.000 franchi, alzata dagli stipendi più alti. Nel pubblico impiego le retribuzioni restano mediamente il 24% più alte rispetto al privato. Chi ha un contratto a tempo pieno porta a casa una busta paga lorda di 7.115 franchi al mese, circa 7.770 euro. Al netto di tasse e contributi restano 5.800-6.000 franchi, un valore che oscilla, a seconda dei casi, tra i 6.277 e i 6.494 euro. La forbice finale dipende da cantone, settore e qualifica.
Le differenze regionali restano marcate, più di quanto la media nazionale lasci intuire. Le stime aggiornate al 2025, calcolate applicando l’incremento medio dei salari nominali ai dati 2024, indicano:
- Zurigo: circa 7.630 euro al mese, il valore più alto del Paese
- Svizzera nordoccidentale, l’area che include Basilea: circa 7.343 euro
- Regione del Lago Lemano: circa 7.226 euro
- Svizzera centrale: circa 7.146 euro
- Ticino: circa 5.898 euro, il dato più basso tra i sette gruppi regionali
Basilea e Zurigo concentrano settori ad alta redditività come la finanza e il farmaceutico. Il Ticino si appoggia soprattutto su turismo, agricoltura e servizi locali, con margini più bassi. Anche il valore più contenuto, quello ticinese, resta comunque circa due volte e mezzo la retribuzione mensile media italiana.
Il gap retributivo di genere si è ridotto ma resta ampio. Nel 2020 era al 18%, sceso al 16,2% nel 2022, ultimo dato completo diffuso dall’ente statistico a novembre 2024. Gli uomini guadagnavano in media 8.398 franchi al mese, le donne 7.034: un divario che pesa soprattutto ai livelli dirigenziali e si riduce sensibilmente tra il personale senza ruoli di gestione.
Il legame lavorativo tra i due Paesi è ormai strutturale. Ai 93.245 frontalieri italiani si aggiungono lavoratori provenienti da Francia, Germania e Austria, per un totale di quasi 410.000 persone che ogni giorno attraversano il confine per lavorare in Svizzera. A questi si aggiungono 342.000 cittadini italiani residenti stabilmente nel Paese, secondo l’ultimo censimento disponibile. Secondo i dati raccolti da Money.it, il divario resta la ragione principale per cui migliaia di lavoratori del Nord Italia continuano a guardare oltre confine.
Chi valuta il passaggio al lavoro frontaliero dovrebbe guardare lo stipendio netto del cantone specifico, non la media nazionale. Tra Zurigo e Ticino la differenza arriva a 1.800 euro al mese, una soglia che può ribaltare il confronto con un’offerta equivalente in Italia.
Dati raccolti da Money.it, pubblicati il 13 novembre 2025 sulla base delle rilevazioni dell’ufficio statistico federale svizzero.