Stellantis ha chiuso il terzo trimestre con una perdita netta di 0,5 miliardi di euro, il 90% in meno rispetto a un anno prima. Mercoledì 28 ottobre la Borsa di Milano ha premiato i numeri: il titolo è partito con un rialzo del 4%, a un certo punto ha superato il 12% e ha chiuso la seduta a più 15,69%.

I ricavi netti del gruppo sono cresciuti dell’1% e hanno toccato 37,6 miliardi. A spingerli sono state l’Europa allargata e il Sud America, entrambe a più 3%. Le altre aree sono andate in direzione opposta: meno 3% in Nord America, meno 7% in Asia Pacifico, mentre l’area che comprende Medio Oriente e Africa cede il 19%.

Il quadro, quindi, resta quello di una società che perde ancora denaro. Secondo Forbes Italia, gli analisti di Equita hanno descritto conti deboli ma migliori delle attese più pessimistiche. Il timore principale degli investitori era una brutta sorpresa su redditività e flusso di cassa, e non c’è stata.

Il peso maggiore l’hanno avuto i costi. Il direttore finanziario Joao Laranjo ha indicato le spese industriali come il fattore più importante del trimestre: sono scese di 828 milioni rispetto a un anno prima. Secondo lui il programma di riduzione dei costi potrebbe correre di più già nel quarto trimestre e poi nel 2027.

Quel programma, il value creation program, punta a tagliare di 6 miliardi le spese annuali, con il 2025 come riferimento e il 2028 come scadenza. L’amministratore delegato Antonio Filosa ha promesso risparmi superiori a 2,4 miliardi per il 2027, più gli effetti parziali di altre iniziative. Anche le alleanze industriali aiutano, perché dividono i costi fissi.

C’è poi un impegno preciso. Filosa ha detto che il prossimo anno il flusso di cassa deve tornare positivo, e ha precisato che non è un auspicio ma un obiettivo che il gruppo deve centrare. La leva indicata sono i nuovi modelli, che nel trimestre hanno già dato una spinta alla crescita. Il piano strategico FastLane 2030, presentato a fine maggio, resta la cornice, e secondo il manager procede nei tempi.

Le incognite, però, sono concentrate in Europa. Filosa l’ha definita una regione difficile, dove la domanda di auto elettriche e la concorrenza dei marchi cinesi si scontrano con prezzi complicati. Ha giudicato positivo il primo passo europeo verso un tetto alle importazioni di ibride cinesi, ma ha chiesto regole uguali per tutti i produttori.

Un dato va letto con cautela: i risparmi e l’obiettivo di cassa sono dichiarazioni del management, non risultati già verificati. La riduzione della perdita, invece, è un numero di bilancio. Fra i due c’è una differenza che il mercato per ora ha scelto di non scontare.

Per chi guarda il titolo, il prossimo appuntamento utile è il bilancio dell’ultimo trimestre: dirà se il flusso di cassa si avvicina davvero a quota zero prima del 2027.

Dati e dichiarazioni dalla trimestrale di Stellantis, riportati da Forbes Italia mercoledì 28 ottobre 2026.