Le azioni Stellantis hanno chiuso il 22 ottobre a 3,794 euro, circa l’83,9% sotto il massimo del 2024, quando il titolo toccava quota 23,50 euro. Il calcolo, riportato da Money.it, usa prezzi corretti per lo stacco dei dividendi. Dal 1° gennaio 2024 il Ftse Mib future è invece salito del 67,6%.

Le ragioni del crollo sono tre. Negli Stati Uniti le vendite sono andate sotto le attese, i margini si sono ristretti e in Europa i produttori cinesi hanno aumentato la pressione. Gli investimenti sull’elettrico hanno assorbito risorse senza dare i risultati sperati. Per un costruttore conta quanto guadagna su ogni auto, e gli sconti usati per sostenere le vendite fanno tenere i ricavi ma comprimono quel margine.

Nel 2026 qualche segnale positivo è arrivato. Antonio Filosa guida il gruppo da giugno 2025 e a lui va parte del merito. Per parlare di ripresa servono però utili soddisfacenti e liquidità generata con continuità.

Gli analisti restano cauti. Nel consenso raccolto da Investing.com, 16 analisti su 22 suggeriscono di tenere le azioni in portafoglio, quattro di venderle e solo due di comprarle. In media gli analisti vedono il titolo a 5,425 euro entro un anno, circa il 43% sopra la chiusura del 22 ottobre. Tra i giudizi neutrali ci sono UBS, Deutsche Bank e JPMorgan, e hanno un giudizio negativo Bernstein e Morgan Stanley. Un prezzo obiettivo è una stima, non una promessa, e se la redditività continua a deludere verrà rivisto al ribasso.

Il contesto di mercato non aiuta. Piazza Affari è salita di circa il 411% dal minimo del primo trimestre 2020, area 9.470 punti, fino ai 48.383,66 della chiusura del 22 ottobre. Dai massimi dell’anno ha però perso circa il 10,6%. Sui grafici giornaliero e settimanale si allunga una serie di picchi e minimi sempre più bassi. Nel grafico mensile, agosto aveva segnato il massimo annuale e a settembre la chiusura è scesa sotto il suo minimo.

Sul piano tecnico Stellantis resta sotto le principali medie mobili. Quella a 200 giorni vale 5,76 euro circa e punta ancora verso il basso, la mensile 5,60 euro, quella a 200 settimane 11,61 euro. Una prima resistenza possibile sta quindi tra 5,60 e 5,76.

Sul fondo, il riferimento storico è 2,2550 euro, il minimo toccato a marzo 2020. Allora in Borsa c’era Fiat Chrysler Automobiles, fusa con PSA nel gennaio 2021 per dare vita al gruppo attuale. Nel breve conta 3,8120 euro, livello visto il 1° ottobre. Se il titolo chiudesse una settimana sopra, sarebbe un primo accenno di stabilità e nulla di più. Parliamo di riferimenti grafici, non di consigli operativi.

Chi ha Stellantis in portafoglio può guardare a due cose: i conti dei prossimi trimestri e la tenuta di quota 3,8120 euro.

Secondo Money.it, in un articolo di Gerardo Marciano del 23 ottobre 2026 con dati di Investing.com.