Unipol ha raccolto 2,46 miliardi di euro nella prima fase dell’aumento di capitale: hanno aderito gli azionisti titolari del 98,42% delle azioni offerte. Lo ha comunicato la compagnia, come riporta Economy Magazine, dopo la chiusura dell’offerta in opzione lunedì 26 ottobre. Resta da piazzare l’1,58%.
L’operazione vale quasi 2,5 miliardi in tutto. Il consiglio di amministrazione l’ha deliberata il 7 ottobre, usando la delega che l’assemblea straordinaria aveva concesso il 30 luglio. Le adesioni sono partite il 12 ottobre: i diritti esercitati sono più di 706 milioni e danno 119.663.430 azioni nuove. Il controvalore esatto è 2.460.280.120,80 euro.
Il grosso dei soldi viene dai soci di riferimento. Hanno versato i principali azionisti del patto di sindacato, insieme ad altri soci con un impegno di sottoscrizione: 1,26 miliardi e preso oltre 61,1 milioni di azioni. Fra i quattordici soci che si erano impegnati a sottoscrivere figurano Holmo, Cooperare, Nova Coop e Coop Alleanza 3.0. Insieme arrivano a circa metà del capitale sociale (il 50,27%) e hanno coperto per intero la loro parte.
Il resto è ancora sul tavolo. Sono 11.321.451 i diritti rimasti senza esercizio, che permettono di sottoscrivere fino a 1.918.890 azioni nuove. Il valore residuo è poco sotto i 39,5 milioni di euro: una frazione minima del totale. Equita SIM, che coordina l’offerta su Euronext Milan, metterà in vendita l’intero pacchetto mercoledì 28 ottobre. Una seconda seduta, giovedì 29, scatterà solo se dopo il primo giorno avanzeranno diritti invenduti.
Chi compra questi diritti deve sapere come funziona il conto. Ogni 59 diritti danno accesso a dieci azioni nuove, a 20,56 euro l’una. L’ordine passa dall’intermediario con cui si opera. Se l’asta si chiude il 28, c’è tempo fino al 29 ottobre per esercitare; se prosegue nella seconda seduta, la scadenza slitta al 30 ottobre.
C’è poi la rete di sicurezza. Se qualche azione dovesse restare fuori anche dopo l’asta, a coprirla sarebbero i garanti, con BNP Paribas e J.P. Morgan SE alla guida. La garanzia però non è incondizionata: dipende dalle condizioni e dalle clausole di recesso previste nel contratto.
Il quadro, in sostanza, è semplice. Quasi tutto il capitale è già entrato e la parte mancante pesa per poco più dell’1,5%. Per chi segue il titolo, i numeri da guardare sono due: quanti diritti troveranno compratore mercoledì 28 ottobre, e se servirà davvero la seduta di giovedì. Chi ha diritti non esercitati deve muoversi con il proprio intermediario entro le scadenze del 29 o del 30 ottobre.
Dati comunicati da Unipol e riportati da Economy Magazine il 26 ottobre 2026.