Le azioni Stellantis sono scivolate giovedì 24 settembre a un livello che non si vedeva dal 2016, toccando 4,03 euro in seduta. Da inizio 2026 il titolo ha perso il 56,58%, mentre nello stesso periodo il FTSE MIB ha guadagnato il 15,42%.

A pesare sulla giornata sono stati i numeri sulle immatricolazioni pubblicati da ACEA, l’associazione dei costruttori europei di automobili. Ad agosto il mercato di Unione Europea, Regno Unito e area EFTA è cresciuto del 5,3%, un passo più veloce di quello segnato dal gruppo guidato dal CEO Antonio Filosa.

Le vendite di Stellantis, senza contare il marchio cinese Leapmotor, sono salite a 109.000 veicoli, un progresso del 3,5% rispetto allo stesso mese di un anno fa, portando il conto da inizio anno a 1,36 milioni di unità, il 4,7% in più. Fiat ha corso più della media del gruppo (+25%), seguita da Citroen (+11%), ma non è bastato a tenere il passo del mercato complessivo. Sommando Leapmotor, che ad agosto ha più che triplicato le consegne su base annua, il totale del gruppo sale a un progresso dell’8,2% nel mese e del 9% da inizio anno.

Una nota di Equita ha riassunto così il quadro: il dato di agosto del gruppo, il mese meno significativo dell’anno secondo la SIM, resta sotto l’obiettivo comunicato da Stellantis per l’intero 2026, una crescita del fatturato a “una cifra singola media”. Il management ha inoltre confermato durante il suo ultimo Capital Markets Day che sul continente incide pure una flessione dei listini prezzi.

Nonostante il calo, Equita mantiene un giudizio neutrale sul titolo e un prezzo obiettivo di 6 euro, un livello che rispetto ai minimi toccati in giornata implicherebbe un potenziale di crescita vicino al 49%. La media delle stime raccolte da S&P Global tra 24 analisti si ferma invece a 5,61 euro, con un margine teorico del 39,2%: 17 dei 24 esperti interpellati consigliano comunque di tenere il titolo in portafoglio, mentre la view più ottimista arriva a 10 euro, un rialzo del 148% rispetto ai livelli attuali.

Il confronto con Piazza Affari non riguarda solo il 2026. Nell’ultimo anno lo scarto tra il rendimento del titolo automobilistico e quello dell’indice di Piazza Affari supera i settanta punti percentuali, e il divario resta ampio anche guardando a tre e cinque anni: nel quinquennio l’indice milanese ha quasi raddoppiato il proprio valore, mentre il titolo del gruppo automobilistico ha perso oltre il 66%. Nell’ultima settimana di contrattazioni le azioni hanno ceduto oltre il 7%, un ritmo che se confermato allargherebbe ulteriormente la forbice con il mercato.

Chi ha Stellantis in portafoglio si trova di fronte a una scelta tra il target degli analisti, che vede ancora margine di recupero, e un trend di fondo che dura da anni: prima di decidere se aumentare l’esposizione conviene guardare ai prossimi dati di immatricolazione, il primo banco di prova per capire se il divario con il mercato europeo si sta chiudendo.

Dati e stime riportati da Money.it nella seduta di giovedì 24 settembre 2026.