Venerdì 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato due ipotesi di rinnovo per il triennio 2025-2027, su proposta del ministro Paolo Zangrillo. Coinvolgono circa 830mila dipendenti pubblici: circa 430mila tra polizia e militari, più di 400mila nelle Funzioni locali, il comparto degli enti territoriali che comprende Comuni, Regioni e Province. Lo riporta Money.it.
Le medie lorde mensili oscillano tra 140 euro e 189 euro. Poliziotti e militari non dirigenti ottengono 189 euro: 173,50 sono stipendio e indennità fisse, il resto arriva soprattutto dal nuovo calcolo dello straordinario. Nelle Funzioni locali spettano 152 euro ai dipendenti comunali e 140 a quelli degli altri enti. L’ipotesi firmata a luglio indicava 141 euro per questi ultimi, e il comunicato del governo arrotonda.
Quei numeri però non sono quelli che vedrai sul cedolino. Sono medie, quindi chi ha un grado o un inquadramento basso prende meno e chi sta più in alto prende di più. Sono lorde, perché da ogni importo vanno tolti contributi e Irpef. E sono a regime: l’aumento arriva in tre tranche, dal 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, e la cifra piena si raggiunge solo con l’ultima.
Le prime due tranche non ancora versate diventano arretrati. Per il comparto sicurezza e difesa, secondo le stime emerse quando è stata firmata l’ipotesi, valgono attorno a 2.448 euro lordi nel biennio 2025-2026. Nelle Funzioni locali l’arretrato medio, calcolato a ottobre 2026, è di circa 1.136 euro e arriverà in un unico versamento, quando il contratto sarà firmato in via definitiva.
Quella firma è ancora lontana, e i percorsi dei due comparti divergono. Per polizia e militari servono due decreti presidenziali, e i cedolini si aggiornano soltanto a pubblicazione avvenuta in Gazzetta Ufficiale. Nel rinnovo precedente, relativo al 2022-2024, il decreto ha preso effetto il 3 maggio 2025. A giugno dello stesso anno è arrivato il pagamento degli arretrati, con un cedolino straordinario.
Le Funzioni locali hanno un percorso più lungo. L’ipotesi firmata il 21 luglio passa ora alla Corte dei conti, e ha quindici giorni per certificarla. Dopo, l’Aran e i sindacati sottoscrivono il testo definitivo. Siccome gli stipendi li gestisce ogni singolo ente, i tempi di pagamento cambieranno da un’amministrazione all’altra.
Il testo delle Funzioni locali porta anche novità slegate dalla busta paga. Introduce per la prima volta un capitolo sull’intelligenza artificiale: un algoritmo da solo non potrà prendere decisioni con effetti rilevanti sul rapporto di lavoro, serve sempre un intervento umano. Compare poi un nuovo profilo, il manager dei social e del digitale. Sul fronte sicurezza e difesa, alla nascita di un figlio spettano altri tre giorni di congedo, e il congedo parentale resta utilizzabile finché il figlio non compie 14 anni.
Un confronto con gli altri comparti aiuta a capire dove si colloca l’aumento. Ministeri, Agenzie fiscali, Inps e Inail, circa 200mila persone, hanno chiuso il 6 agosto 2026 con 162 euro medi. La scuola, circa 1,2 milioni di lavoratori, ha firmato la parte economica il 1° luglio con 137 euro di media. La trattativa sul testo normativo scolastico procede a parte.
Chi lavora in uno dei due comparti appena approvati non vedrà arretrati finché i passaggi formali non sono chiusi. Il passaggio da tenere d’occhio è la firma definitiva: finché non arriva, l’importo che conta resta quello di oggi.
Secondo Money.it, che ha pubblicato la notizia il 6 ottobre 2026 sul via libera del Consiglio dei ministri del 2 ottobre.