Il decreto flussi 2027 apre le porte a 165.850 lavoratori non comunitari, tra stagionali e non stagionali. Con la circolare emessa il 1° ottobre 2026, il Viminale e i ministeri del Lavoro, dell’Agricoltura e del Turismo spiegano come presentare le richieste.. Secondo QuiFinanza, la macchina parte tra poche settimane.

La quota più grande va ai contratti stagionali in agricoltura e turismo: 89.000 ingressi. I posti per chi non è stagionale sono 76.200, e 14.000 di questi sono riservati all’assistenza familiare. In coda ci sono 650 ingressi per il lavoro autonomo.

Il numero va letto insieme al problema che vuole tamponare. Le imprese di campi, hotel e ristoranti cercano manodopera in periodi precisi dell’anno, mentre le famiglie hanno bisogno di badanti e assistenti tutto l’anno. Il decreto non dice se queste quote bastino a coprire la domanda reale, e la circolare non riporta stime dei fabbisogni.

Prima di tutto c’è la precompilazione. Chi assume, o chi lo assiste con delega, entra nel portale Ali del Viminale e prepara la domanda di nulla osta. La finestra va dal 23 ottobre 2026, alle 9

, fino al 7 dicembre 2026 alle 20
, domeniche e festivi compresi. Ogni settore ha il suo modello:

  • C-Stag agricolo, per gli stagionali in agricoltura;
  • C-Stag turistico, per gli stagionali nel turismo;
  • B2020, per i non stagionali negli altri settori ammessi;
  • A-bis in quota, per i non stagionali nell’assistenza familiare.

Dal 9 dicembre, alle 9

, fino al 13 dicembre 2026 alle 20
, il portale riapre per sistemare le pratiche già avviate. Serve a portarle dallo stato “da completare” a “da inviare”. Chi arriva a quel punto con la domanda ancora a metà rischia di restare fuori dal primo giro.

L’invio vero e proprio avviene in quattro giornate, una per tipologia di ingresso, sempre dalle 9:00:

  1. 12 gennaio 2027: stagionali agricoli;
  2. 9 febbraio 2027: stagionali del turismo;
  3. 16 febbraio 2027: lavoro non stagionale;
  4. 18 febbraio 2027: non stagionali nell’assistenza familiare.

Le richieste restano possibili fino alla fine del 2027 (31 dicembre), ma solo finché le quote non si esauriscono. In passato la corsa all’invio nei primi minuti è stata il vero filtro, quindi conviene non contare sull’ultima data utile.

La circolare cambia anche la fase successiva all’arrivo del lavoratore. Dopo la comunicazione sugli accertamenti per il visto, il datore ha 15 giorni per confermare la richiesta di nulla osta allo Sportello unico per l’immigrazione. Se non risponde in tempo, la domanda è considerata rifiutata e un nulla osta già rilasciato viene revocato.

Cambia pure il contratto di soggiorno. Datore e lavoratore devono firmarlo entro 15 giorni dall’ingresso in Italia, mentre prima il limite era di 8. Nello stesso termine il datore lo trasmette in via telematica allo Sportello unico, che lo usa per il permesso di soggiorno.

Chi vuole assumere con questo canale ha come primo appuntamento il 23 ottobre: tra preparazione dei documenti e scelta del modello giusto, conviene cominciare in anticipo e segnare in agenda i 15 giorni, che adesso pesano più di prima.

Secondo QuiFinanza, articolo di Federica Petrucci pubblicato il 5 ottobre 2026 sul decreto flussi 2027.