I rinnovi dei contratti pubblici per il triennio 2025-2027 viaggiano a velocità diverse, e l’aumento più alto riguarda il comparto Sicurezza e Difesa: in media 189 euro al mese lordi, circa. Lo ha riportato Money.it giovedì 22 ottobre. Per quel comparto, però, i soldi non sono ancora in busta paga.
I contratti precedenti hanno chiuso la loro validità con il 2024. Gli accordi nuovi valgono dal 1° gennaio 2025, perciò chi ha diritto agli aumenti riceve anche gli arretrati per i mesi senza rinnovo, in un unico versamento.
Funzioni centrali: gli aumenti ci sono già
Per ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici l’intesa è stata firmata ad agosto. Le prime somme, arretrati compresi, sono comparse nei cedolini di settembre. L’incremento medio è di 162 euro, con punte più alte per i livelli superiori.
Ecco gli importi lordi mensili per qualifica: 221 euro per le elevate professionalità, 161,80 per i funzionari, 133,20 per gli assistenti e 126,60 per gli operatori.
Sicurezza e Difesa: l’aumento arriverà
Il rinnovo tocca i dipendenti senza qualifica dirigenziale di polizia civile e militare, oltre alle forze armate. Dei 189 euro medi, 173,50 vengono da paga base e indennità. Il resto deriva dal ricalcolo degli straordinari.
Gli arretrati per il biennio 2025-2026 sono circa 2.448 euro a testa. Il Governo ha indicato entrambe le cifre nell’ipotesi di accordo firmata a metà anno, quindi sono stime ufficiali e non importi già pagati.
Una data certa non esiste. Servono due decreti firmati dal Capo dello Stato e poi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, passaggi per cui nessuna scadenza è stata comunicata.
Enti locali: manca la firma definitiva
Nei municipi l’aumento medio lordo è di 152 euro al mese, mentre le altre amministrazioni territoriali si fermano a 140. Gli arretrati medi sono di 1.136 euro. I numeri vengono dall’ARAN, l’agenzia che tratta per la parte pubblica, e risalgono alla firma delle ipotesi di accordo.
Prima serve la certificazione della Corte dei Conti. Dopo, i sindacati e l’ARAN devono sottoscrivere il testo definitivo, atteso nell’ultima settimana di ottobre. Se il calendario regge, aumenti e arretrati potrebbero comparire nello stipendio di novembre o di dicembre.
Per qualifica, le cifre lorde mensili sono queste: istruttori 127,63 euro, funzionari ed elevate qualificazioni 138,52, operatori esperti 113,53 e operatori 108,95.
Quanto resta davvero in tasca
Tutti questi importi sono lordi. Chi nella Sicurezza e nella Difesa parte dalle qualifiche iniziali, come agenti, carabinieri e militari semplici, vedrà in busta paga circa 100 euro netti al mese. Tra Comuni e Regioni, un lordo di 109-113 euro per operatori e neoassunti diventa un netto tra 65 e 75 euro.
La distanza tra lordo e netto riduce quindi l’aumento di oltre un terzo, un dato da tenere presente prima di contare sulla cifra annunciata.
Money.it segnala che per Sicurezza e Difesa le date restano aperte. Per gli enti locali, il segnale da guardare è la firma definitiva prevista a fine ottobre: se arriva, il cedolino di novembre diventa il primo test.
Secondo Money.it, articolo di Patrizia Del Pidio pubblicato giovedì 22 ottobre 2026, con dati ufficiali di ARAN e Governo.