Una singola a Milano costa in media 704 euro al mese: resta la città più cara d’Italia per chi cerca una stanza, anche se il canone scende di quasi il 4% sull’anno precedente. Il dato arriva dall’ultimo rapporto del portale Immobiliare.it, ripreso da L’Espresso, che segnala un calo medio nazionale del 6,2% nei prezzi delle camere in affitto. La discesa dei prezzi, però, non è uniforme.
Dietro Milano si piazzano Firenze, a 627 euro, seguita da Roma: qui il costo è salito del 7% nell’ultimo anno, fino a 615 euro. In diverse città più piccole i rincari pesano ancora di più. A Pescara il canone medio è cresciuto del 28,6%, toccando 388 euro. Pisa, Bari, Trieste, Genova, Pavia e Palermo registrano invece aumenti a doppia cifra, tra il 10% e il 17%. In controtendenza vanno Bologna, dove una stanza costa comunque 585 euro nonostante un calo del 7,5%, e Trento, scesa del 18,3% fino a una media di 444 euro.
Il fenomeno ormai coinvolge anche chi ha già un impiego, non solo chi studia lontano da casa. Una ricerca del portale Idealista, condotta nel 2023, aveva già certificato il sorpasso: tra chi cercava una camera in condivisione, i lavoratori erano ormai più numerosi degli studenti, 36% contro 35%. Nello stesso anno l’età media di chi condivideva casa aveva raggiunto i 34 anni, dai 32,29 del 2022 e da un valore sotto i 30 registrato prima della pandemia. In quasi la metà dei casi, il 44%, i coinquilini erano un mix di studenti e lavoratori.
Tre anni prima gli studenti pagavano in media 380 euro a camera, i lavoratori 370: il confronto misura quanto la condivisione sia diventata più onerosa per entrambi i profili. A pesare sul bilancio degli universitari si aggiungono le tasse. Il 2025 lo conferma: l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, con la Fondazione Isscon, misura una crescita dei costi universitari del 5,9% sull’anno prima. Gli atenei del Nord restano i più cari: le rette superano del 27% il massimo medio del Sud, e del 21% quello del Centro.
In cima anche alla classifica delle tasse c’è ancora Milano: il tetto massimo per le facoltà più care sfiora i 3.809 euro. Il Politecnico di Torino non è lontano, a 3.761 euro, mentre Pavia si ferma a 3.742, il Salento a 3.206 e Padova chiude la classifica a 3.055 euro.
C’è chi definisce questa convivenza forzata una nuova normalità abitativa, al di là dell’età o del titolo di studio. Sommando solo affitto e tasse, senza contare le bollette o il materiale didattico, una famiglia con un figlio universitario a Milano supera i 12.000 euro l’anno. Chi lavora e condivide casa per necessità se la cava con una spesa media vicina agli 8.400 euro, una differenza che spiega perché sempre più adulti restano nel mercato delle stanze anche dopo la laurea. Per chi deve firmare un contratto nei prossimi mesi conviene confrontare più città prima di scegliere l’ateneo o il lavoro: tra Milano e Trento, per fare un esempio concreto, la stessa stanza singola costa 704 euro contro 444.
Dati raccolti da L’Espresso il 12 agosto 2026, sulla base del rapporto di Immobiliare.it, della ricerca del portale Idealista del 2023 e del rapporto 2025 dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori con la Fondazione Isscon.