Bracca, piccolo comune bergamasco della Val Serina con 708 residenti, ha approvato in giunta il regolamento per vendere a un euro le abitazioni vuote da anni. Rientrano anche gli edifici quasi diroccati. La notizia arriva da QuiFinanza, che l’ha pubblicata il 2 novembre.
L’euro, però, è solo un prezzo simbolico. Al rogito chi compra lascia al Comune una garanzia di 10.000 euro, poi ha sei mesi per consegnare il progetto esecutivo dei lavori e tre anni per chiudere il cantiere. La formula punta a impedire passaggi di proprietà che lasciano gli edifici com’erano.
L’idea nasce da alcuni proprietari, spesso emigrati all’estero, che avevano chiesto al municipio di rilevare gli immobili. Il sindaco Giacomo Gentili ha risposto che il Comune non ha bisogno di spazi in più e che quelle case andrebbero comunque sistemate. L’amministrazione si offre quindi come tramite tra chi vuole vendere e chi vuole comprare.
Non diventerà proprietaria. Pubblicherà gli annunci sul sito comunale e sui social, poi controllerà che gli acquirenti mantengano gli impegni. Per chi vende, il vantaggio è smettere di pagare tasse e lavori ricorrenti per tenere gli edifici sicuri. Per il paese, è recuperare edifici in una zona montana dove le case vuote raccontano lo spopolamento.
Il vero ostacolo sono i proprietari. Il Comune stima circa venti immobili coinvolti, ma molti appartengono a decine di eredi, e tutti devono essere d’accordo. Si parte raccogliendo l’interesse dei proprietari, e a breve li convocherà il Comune. La data dei primi annunci non è stata comunicata.
Possono comprare i singoli cittadini, e anche enti, imprese e agenzie. Il Comune pensa soprattutto a realtà sportive, culturali e di volontariato. Tutti dovranno provare di voler davvero ristrutturare.
Quanto costa, allora, una casa a un euro? Alla garanzia si aggiungono notaio e imposte. Il registro è commisurato al valore catastale e non scende sotto i 1.000 euro, e a questo si sommano ipotecaria e catastale. La spesa più pesante resta il cantiere: edifici fermi da decenni richiedono consolidamento delle strutture, impianti nuovi e progettazione.
Bracca, secondo QuiFinanza, è un caso unico per la provincia di Bergamo. In Lombardia il riferimento è Montalto Pavese, borgo dell’Oltrepò a una novantina di chilometri da Milano, passato da oltre 1.500 abitanti negli anni Sessanta a 800-850. Il suo regolamento, approvato a inizio 2026, funziona al contrario: chi possiede edifici abbandonati ha 120 giorni di tempo per un piano di recupero o per la messa in sicurezza, altrimenti il Comune può prendere gli edifici e assegnarli a chi si trasferisce. Ai nuovi arrivati chiede di ristrutturare e di spostare la residenza.
A Varzi, in Valle Staffora, un’iniziativa simile risale al 2021, ma le informazioni disponibili sono datate e vanno verificate negli uffici comunali. A Milano, invece, il prezzo simbolico riguarda le aree: nel bando Reinventing Cities del 2020 il parcheggio della M2 a Crescenzago, 13.300 metri quadrati, partiva da un euro in cambio di edilizia sociale.
Chi pensa di candidarsi a Bracca dovrebbe far valutare l’immobile da un tecnico prima di firmare e avere pronti i 10.000 euro di garanzia. Il primo passaggio da seguire è la convocazione dei proprietari.
Secondo QuiFinanza, che ha pubblicato la notizia il 2 novembre 2026, il Comune di Bracca ha approvato il regolamento per le case a un euro.