Il differenziale tra i BTP italiani e i Bund tedeschi è rimasto fermo a 83 punti base per la terza seduta consecutiva, ma il rendimento del decennale italiano ha continuato a salire, toccando il 4,11% lunedì mattina, il 31 agosto. È il livello più alto raggiunto dal titolo decennale da dicembre 2023.
La stabilità dello spread convive quindi con un aumento dei tassi pagati dallo Stato per finanziarsi. Tre fattori spiegano la pressione sui rendimenti: l’intenzione del governo di aumentare la spesa in deficit restando dentro i margini concessi da Bruxelles, l’ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea nella riunione di settembre, e una crescita economica italiana debole, ora che si sono esauriti gli effetti del Pnrr, il pacchetto di fondi europei per la ripresa post pandemia.
Un primo segnale era arrivato già venerdì 28 agosto, quando il Tesoro aveva collocato BTP e altri titoli su scadenze più lunghe. Il decennale aveva chiuso il collocamento con un rendimento del 4,10%, a fronte di una domanda robusta: il rapporto tra ordini ricevuti e importo offerto si era fermato a 1,62. Le obbligazioni quinquennali e i certificati indicizzati all’inflazione europea, invece, restavano sotto il 3,50%.
Per il Tesoro il dato non è positivo su tutta la linea. Un costo del debito più alto riduce lo spazio di bilancio disponibile per la prossima manovra, quella per il 2027. Il confronto con gli altri grandi Paesi dell’area euro mette comunque l’Italia in una posizione meno critica di quanto suggerisca il solo dato assoluto dei tassi. Il Bund tedesco rende oggi il 3,28%, il Bonos spagnolo il 3,73% (con uno spread di 45 punti dalla Germania) e l’Oat francese il 4,14%, con un differenziale di 86 punti, più ampio di quello italiano.
La Francia, in particolare, mostra segnali di tensione crescente sui conti pubblici, al punto che diversi analisti la considerano ormai il Paese che desta più preoccupazione tra i grandi debitori europei, superando l’Italia in questa classifica informale.
Per chi ha in portafoglio titoli di Stato italiani o valuta un nuovo acquisto, il livello da tenere d’occhio nelle prossime settimane non è solo lo spread ma il rendimento assoluto. Un rendimento decennale sopra la soglia del 4% alza la cedola offerta a chi compra BTP adesso, ma segnala anche un costo di finanziamento crescente per lo Stato. È quel costo, non lo spread, a pesare sulla prossima manovra di bilancio.
Dati e cifre riportati da QuiFinanza in un articolo di Matteo Runchi, pubblicato lunedì 31 agosto 2026.