Secondo quanto riporta QuiFinanza, lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi ha superato di nuovo quota 80 punti base nella seduta di lunedì. È arrivato dopo una settimana di relativa calma sui mercati obbligazionari europei. Il rendimento del Btp decennale è salito al 4%, mentre il Bund tedesco ha toccato il 3,20%.

A far ripartire la tensione sono le nuove dichiarazioni di Donald Trump. Il presidente statunitense rivendica per gli Stati Uniti il controllo pieno dello Stretto di Hormuz e chiede un risarcimento all’Iran. Gli investitori avevano interpretato i giorni precedenti di silenzio come un segnale di allentamento sul fronte mediorientale. Le nuove uscite hanno riacceso il timore che lo stallo sul conflitto si prolunghi, e i mercati hanno reagito spingendo al rialzo sia lo spread sia i rendimenti.

Le prossime aste italiane arrivano in queste condizioni di mercato. Domani è previsto il collocamento di Bot a 12 mesi per 8 miliardi di euro, e il rendimento richiesto dagli investitori seguirà la stessa direzione che ha già portato più in alto il benchmark decennale. Il Tesoro ha cancellato l’asta di titoli a medio-lungo termine originariamente fissata per il 13 agosto, giustificando la scelta con le esigenze di cassa del periodo. Anche l’appuntamento del 26 agosto salta, insieme ai Btp Short Term e ai Btp legati all’inflazione che erano in calendario per quella data, in un’estate con aste tradizionalmente più snelle. Restano confermate un’altra emissione di Bot il 27 agosto e quella dei titoli a medio-lungo termine il 28 agosto.

Il movimento non riguarda solo l’Italia. In Spagna il rendimento dei Bonos decennali è arrivato al 3,64%, con uno spread sul Bund di 44 punti. In Francia gli Oat hanno toccato il 4,01%, con un differenziale di 81 punti, leggermente superiore a quello italiano. La pressione sui titoli di Stato dell’area euro è quindi generalizzata, non un fenomeno isolato del debito italiano.

La soglia degli 80 punti non è un limite tecnico. È un riferimento psicologico consolidato tra gli operatori. Quando lo spread la supera, il mercato tende a leggerlo come segnale di maggiore nervosismo sul rischio politico, più che come cambiamento nei fondamentali del debito pubblico italiano. Il Tesoro non ha commentato pubblicamente il rialzo dei rendimenti, e la vicenda resta in evoluzione: le prossime sedute e l’esito delle aste di questa settimana diranno se la tensione è transitoria o l’inizio di una fase più lunga.

Chi partecipa alle aste di titoli di Stato di questa settimana, a partire dal collocamento di Bot di domani, dovrebbe aspettarsi rendimenti più alti rispetto alle ultime emissioni. Finché lo spread resta sopra la soglia degli 80 punti, il costo del debito pubblico italiano sui nuovi collocamenti sale di conseguenza.

Dati e cifre riportati da QuiFinanza nell’articolo pubblicato l’11 agosto 2026, a firma di Matteo Runchi.