Lo spread dei BTP italiani rispetto ai Bund tedeschi è risalito a 78 punti base il 6 agosto, dopo tre sedute di discesa che lo avevano riavvicinato ai valori di metà luglio. Il rendimento del decennale italiano ha toccato il 3,90%, mentre quello tedesco resta al 3,12%. Il giorno precedente il BTP benchmark viaggiava ancora al 3,8%: in ventiquattro ore la salita è stata netta. Lo riporta QuiFinanza, che ha seguito l’andamento dei titoli di Stato nella seduta del 6 agosto.

A pesare sul ritorno della tensione sono due sviluppi paralleli. In Medio Oriente, Teheran ha raggiunto un’intesa con l’Oman sul passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, ma ha chiarito che gli americani sono rimasti fuori dal tavolo. Se Washington, e in particolare il presidente Trump, accetterà un’intesa costruita senza il suo coinvolgimento diretto è la domanda che tiene nervosi gli investitori obbligazionari. Un rifiuto americano riaprirebbe la partita su uno stretto da cui transita gran parte del greggio mondiale.

Il secondo fattore arriva da Roma. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha reso noto alla Camera che l’Italia attiverà le clausole di salvaguardia europee per una manovra aggiuntiva, cioè l’1,5% del Pil spalmato su due anni, destinata a energia e difesa. La misura rispetta le regole comunitarie, ma resta comunque nuovo debito, e i mercati lo hanno prezzato come tale sui titoli di Stato italiani. Per gli investitori la lettura è semplice: più spesa finanziata in deficit significa più titoli di Stato da collocare nei prossimi mesi, ed è questo aumento di offerta attesa a spiegare parte della pressione sui rendimenti.

Il movimento non riguarda solo l’Italia. In Francia il rendimento degli Oat è salito al 3,92%, con uno spread di 80 punti sul Bund, leggermente sopra quello italiano. I Bonos spagnoli restano più contenuti, con un differenziale di 44 punti e un rendimento del 3,56%, in aumento di un punto rispetto al giorno prima. La pressione sta quindi toccando l’intera area euro, non solo i titoli italiani.

Il Tesoro torna sul mercato nei prossimi giorni con un calendario fitto di emissioni. Le prossime scadenze sono un’asta di BOT il 12 agosto, titoli a medio-lungo termine il 13, BTP Short Term e BTP€i il 26, di nuovo BOT il 27 e ancora titoli a medio-lungo termine il 28.

Chi possiede BTP già in portafoglio senza intenzione di vendere non subisce un impatto immediato sul capitale a scadenza. I nuovi risparmiatori che sottoscrivono ora, invece, ottengono un rendimento più alto rispetto a poche settimane fa. Per chi partecipa alle prossime aste, il livello dei rendimenti resta il segnale da seguire nei prossimi giorni. Se lo spread resta sopra i 78 punti, il costo del nuovo debito pubblico sale, e con esso la spesa per interessi che lo Stato dovrà finanziare nei prossimi bilanci.

Dati ripresi da QuiFinanza, che ha pubblicato l’articolo di Matteo Runchi il 6 agosto 2026.