Il differenziale tra il Btp italiano a dieci anni e il corrispondente Bund tedesco, la misura più seguita del rischio percepito sul debito pubblico italiano, ha aperto la seduta di martedì 25 agosto a 82 punti base, un livello quasi identico a quello di chiusura del giorno prima. Il titolo italiano rende oggi il 4,06%, mentre quello tedesco resta al 3,26%. Alle 9

Borsa Italiana indicava un rendimento leggermente più alto, al 4,09%, con lo spread salito a circa 83 punti.

Lo spread non dice quanto guadagna chi compra un Btp. Misura invece quanto in più il mercato chiede all’Italia rispetto alla Germania per prestarle denaro sullo stesso orizzonte temporale. Chi valuta un acquisto dovrebbe guardare soprattutto tre numeri: il rendimento del singolo titolo, il prezzo a cui lo si compra e la scadenza, non lo spread da solo.

Cinque giorni fa, il 20 agosto, il differenziale era più basso, a 79,8 punti, con il Btp al 4,04% e il Bund al 3,30%. Da allora il rendimento italiano è rimasto saldo sopra il livello psicologico del 4%, mentre lo spread è salito di circa 2 punti. L’oscillazione arriva più dal lato tedesco che da quello italiano: il Bund ha perso terreno, non il Btp.

Chi ha già titoli in portafoglio non ha motivo di preoccuparsi per un movimento di due punti in cinque giorni: nessun segnale nei dati attuali giustifica una vendita anticipata. Chi invece ha liquidità ferma sul conto corrente e valuta un primo acquisto trova oggi un rendimento lordo del 4,06% su un orizzonte decennale, superiore sia all’inflazione attesa sia a quanto offrono i conti correnti tradizionali.

Guardando il quadro delle altre grandi economie dell’area euro, oggi l’Italia occupa una posizione relativamente solida. La Francia paga di più: l’Oat decennale rende il 4,13%, con uno spread di 88 punti rispetto alla Germania, sei punti sopra quello italiano. Il titolo spagnolo, con un rendimento del 3,71% e uno spread di appena 45 punti, resta il più conveniente tra i grandi Paesi del Sud Europa.

Questo significa che, agli occhi degli investitori istituzionali, il debito italiano oggi appare più affidabile di quello francese, anche se meno solido di quello spagnolo. Un divario da monitorare nelle prossime settimane, perché uno scarto così ridotto tra Roma e Parigi non si vedeva stabilmente da tempo.

Per chi possiede Btp non cambia nulla nell’immediato: le piccole oscillazioni giornaliere non intaccano il valore a scadenza del titolo, che resta garantito indipendentemente dallo spread del giorno. Per chi sta invece decidendo se comprare, il numero da tenere d’occhio resta il rendimento lordo del 4,06% sui dieci anni: finché si mantiene su questo livello, l’acquisto resta più remunerativo di un conto corrente tradizionale. Prima di firmare, conviene comunque verificare la cedola e il prezzo di mercato del singolo titolo, non solo il differenziale con la Germania.

Dati e confronto con Francia e Spagna riportati da QuiFinanza nell’aggiornamento di martedì 25 agosto 2026.