Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi si è fermato a 81 punti base nella seduta di martedì, invariato rispetto al giorno prima. Il dato arriva dopo un fine settimana turbolento per i mercati obbligazionari, innescato dalle tensioni in Medio Oriente. Da oggi il Tesoro apre tre giornate di aste che metteranno sul mercato diversi titoli di Stato, in un momento in cui i rendimenti benchmark sono saliti in modo sensibile.

Il rendimento del decennale italiano si è attestato al 3,92%, quello del corrispondente tedesco al 3,11%. Entrambi i rendimenti hanno ceduto tre punti base, un movimento raro perché ha lasciato lo spread invariato invece di allargarlo o restringerlo. Il livello resta comunque elevato per gli standard degli ultimi mesi, anche se ben sotto i massimi toccati nei giorni scorsi.

Il contesto geopolitico spiega la cautela. Diversi Paesi della regione, tra cui Giordania, Iraq e Arabia Saudita, sono stati colpiti da un’ondata di attacchi legati all’Iran e ai suoi alleati, mentre da Washington è arrivata un’apertura al negoziato: Donald Trump, alla guida della Casa Bianca, si è detto disponibile a discutere con Teheran. Gli investitori in titoli di Stato preferiscono restare fermi piuttosto che prendere posizione di fronte a un quadro così instabile.

Le prime due aste della giornata riguardano un Btp Short Term e un secondo titolo della stessa famiglia, seguiti da un’obbligazione indicizzata all’inflazione. Il primo Short Term, ISIN IT0005692410, offre una cedola del 2,20% e matura il 28 febbraio 2028. Il secondo, ISIN IT0005445306, paga lo 0,50% e scade il 15 luglio 2028. Chiude la giornata un Btp€i decennale, il cui codice non è ancora stato assegnato, con cedola al 2% e scadenza a febbraio 2037.

Mercoledì tocca ai Bot semestrali, con 7,5 miliardi di euro offerti sul mercato. Il terzo giorno di collocamenti riguarda invece i titoli a scadenza più lunga:

  • Un Btp a 5 anni, ISIN IT0005707614, cedola al 3,15% e scadenza a giugno 2031.
  • Un Btp a 10 anni, ISIN IT0005706285, cedola al 3,80% e scadenza a luglio 2036.
  • Un Btp a 15 anni, ISIN IT0005402117, cedola all’1,45% e scadenza a marzo 2036.
  • Un CCTeu, ISIN IT0005707689, con scadenza ad aprile 2036 e un tasso cedolare annualizzato al 3,237%.

Il rialzo recente dei rendimenti benchmark rende queste aste più delicate del solito. Il Tesoro deve collocare importi consistenti proprio mentre gli investitori chiedono un compenso più alto per lo stesso rischio, un mix che può tradursi in tassi di aggiudicazione superiori alle attese rispetto alle aste precedenti.

Il resto d’Europa mostra un quadro simile. Lo spread francese sui Bund è salito a 79 punti e quello spagnolo a 45, entrambi in rialzo di un punto, mentre i rispettivi rendimenti hanno continuato a scendere, sia pure più lentamente della Germania.

Per chi valuta di sottoscrivere titoli di Stato in queste aste, le cedole offerte vanno dall’1,45% al 3,80% su scadenze molto diverse tra loro. Conviene chiedersi non tanto se i tassi siano convenienti oggi, ma per quanto tempo si è disposti a restare vincolati se lo spread dovesse tornare a muoversi nei prossimi mesi.

Dati ripresi da QuiFinanza, che li ha pubblicati martedì 28 luglio 2026 nella rassegna sui mercati obbligazionari.