Il differenziale che separa il Btp italiano dal Bund tedesco ha aperto la settimana esattamente dove l’aveva lasciato venerdì: fermo a 78 punti base. Il rendimento del decennale italiano è sceso di un punto base, al 3,92%, mentre quello del Bund tedesco si è fermato al 3,14%.
La tenuta di oggi è un segnale non scontato. La scorsa settimana il rendimento del decennale italiano aveva oscillato con decisione. È un nervosismo che il Tesoro guarda sempre con attenzione, perché condiziona il costo a cui lo Stato si finanzia nelle aste successive. Restare fermi a 78 punti base, dopo giorni di scosse, è quindi una notizia migliore di quanto sembri a prima vista.
La calma sui titoli di Stato riflette soprattutto lo stallo del conflitto in Medio Oriente. Iran e Oman lavorano da giorni a un’intesa sullo Stretto di Hormuz, che resta comunque chiuso al traffico marittimo. Pesa anche la sosta estiva delle Camere: senza sedute parlamentari, mancano le notizie di politica interna che di solito muovono il differenziale.
Il quadro europeo si muove in modo simile. In Spagna il differenziale scende a 43 punti base, un punto in meno rispetto a venerdì. Il rendimento del decennale spagnolo si ferma al 3,57%. La Francia torna sotto la soglia degli 80 punti, con lo spread a 79: il rendimento del decennale francese resta al 3,93%.
Lo spread non è un numero astratto per chi segue i mercati: misura quanto in più lo Stato italiano paga per finanziarsi rispetto alla Germania, il debitore considerato più affidabile dell’Eurozona. Finché il differenziale resta fermo, il costo a cui il Tesoro si indebita nelle prossime aste non peggiora rispetto ai giorni scorsi. Una sua risalita, al contrario, si tradurrebbe rapidamente in cedole più alte sui titoli di nuova emissione.
Oggi il Tesoro pubblica le indicazioni sui titoli di medio e lungo periodo che finiranno all’asta mercoledì 13 agosto, l’ultima emissione prima delle aste vere e proprie del mese. Per i Bot è già in calendario un’emissione da 8 miliardi di euro, il cui rendimento uscirà solo al termine del collocamento. Sarà la prima vera prova di mercato del mese: gli investitori istituzionali guarderanno alla domanda per capire se l’appetito per il debito italiano regge anche in un periodo di bassa liquidità estiva.
Il calendario di agosto prevede altre quattro tappe: il 12 e il 27 per i Bot, il 13 e il 28 per le obbligazioni a scadenza più lunga, il 26 per i Btp Short Term e i Btp€i.
Chi punta a sottoscrivere il Bot in asta questa settimana conoscerà il rendimento reale solo dopo il collocamento di mercoledì. Fino ad allora il livello dello spread resta il termometro più immediato per capire se la tregua in Medio Oriente sta reggendo davvero.
Dati e cronaca dei mercati riportati da QuiFinanza nell’articolo di Matteo Runchi pubblicato il 10 agosto 2026.