Il differenziale di rendimento tra Bund tedeschi e BTP italiani è sceso a 80 punti base, due punti sotto la chiusura di venerdì scorso. Lo spread tocca così uno dei livelli più bassi delle ultime settimane, dopo i giorni di tensione legati al conflitto in Medio Oriente. A spingere il differenziale verso il basso sono stati due sviluppi distinti nello stesso weekend: l’apertura di nuovi spiragli diplomatici sul conflitto e gli esiti favorevoli delle emissioni di debito pubblico chiuse a fine luglio.

Il differenziale misura il premio che l’Italia paga per finanziarsi rispetto alla Germania: più stretto è lo spread, meno caro diventa il servizio del debito pubblico.

Il presidente statunitense Donald Trump ha rinunciato nel weekend a un’operazione militare pesante contro l’Iran, annunciando l’avvio di nuovi colloqui di pace. Già in passato, nei cinque mesi di conflitto, gli Stati Uniti avevano minacciato un intervento risolutivo per poi fare marcia indietro: lo schema si è ripetuto anche questa volta. Teheran ha smentito qualsiasi trattativa in corso. I mercati hanno comunque premiato il segnale di allentamento delle tensioni.

Il ritorno sotto quota 80 riflette anche la fiducia degli investitori internazionali nell’economia italiana. Pesano le quotazioni del petrolio, in calo nelle ultime settimane, e un dato sull’inflazione uscito più basso delle attese. Insieme, i due fattori hanno distenso il clima sui titoli di Stato.

Anche i rendimenti obbligazionari confermano la tendenza. Il BTP decennale di riferimento è sceso al 3,96%, tornando sotto la soglia psicologica del 4% che era stata superata più volte nella settimana precedente, complice anche l’esito delle aste di fine luglio.

Secondo i dati diffusi da QuiFinanza, le aste di fine luglio dedicate alle obbligazioni a scadenza medio-lunga hanno permesso al Tesoro di raccogliere complessivamente 8 miliardi di euro. La domanda è stata definita alta su tutte le scadenze offerte, con rendimenti assegnati più contenuti delle attese sia per i BTP sia per i CCTeu, i certificati di credito del Tesoro indicizzati al tasso Euribor:

  • BTP a 5 anni: 3,39%
  • BTP a 10 anni: 4,00%
  • BTP a 15 anni: 3,95%
  • CCTeu: 3,30%

Il quadro resta condizionato a un fattore che i mercati non controllano. Teheran non ha confermato alcun negoziato, mentre Washington parla di colloqui aperti: se la versione statunitense non troverà riscontro nei prossimi giorni, il differenziale potrebbe tornare a salire con la stessa rapidità con cui è sceso.

Per chi ha BTP o fondi obbligazionari italiani in portafoglio, il dato da seguire nei prossimi giorni non è lo spread ma gli sviluppi diplomatici in Medio Oriente. Sono quelli a stabilire se il rendimento più basso di oggi diventa strutturale o resta un rimbalzo passeggero. Il Tesoro tornerà sul mercato cinque volte nel mese di agosto, con appuntamenti il 12, il 13, il 26, il 27 e il 28. Ogni asta offrirà un termometro aggiornato sulla fiducia degli investitori prima della pausa estiva.

Dati e cifre ripresi da un articolo di Matteo Runchi per QuiFinanza, pubblicato il 3 agosto 2026.