Il titolo SpaceX ha chiuso mercoledì a circa 108 dollari, un calo del 13,6% che lo porta a un passo dal record negativo di 104 dollari segnato nelle settimane precedenti. Il crollo segue la pubblicazione dei primi conti trimestrali dell’azienda di Elon Musk da quando è sbarcata a Wall Street, lo scorso giugno.

Il fatturato ha raggiunto 7,81 miliardi di dollari, mentre la perdita per azione si è fermata a 9 centesimi: numeri sopra le attese degli analisti, che secondo la società di dati FactSet prevedeva ricavi fermi a 6,9 miliardi di dollari, con una perdita di 26 centesimi per titolo. La perdita netta complessiva si è ridotta: appena 541 milioni di dollari, contro il miliardo dello stesso trimestre di un anno fa.

A pesare sul titolo non sono i ricavi, ma le spese. Il conto della spesa trimestrale è salito a 18,3 miliardi di dollari, di cui 15,8 dedicati a progetti di intelligenza artificiale, ben oltre i 13,2 miliardi stimati dagli analisti. Nei primi sei mesi dell’anno gli investimenti in infrastrutture hanno toccato 28,5 miliardi di dollari, sei volte tanto rispetto ai circa 7 miliardi spesi nello stesso periodo del 2025.

Musk e il direttore finanziario Bret Johnsen hanno provato a rassicurare gli investitori durante la call con gli analisti. Johnsen ha spiegato che non tutti gli investimenti pesano allo stesso modo sui conti, soprattutto quelli legati all’IA. Musk ha aggiunto che l’azienda punta a costruire data center per l’intelligenza artificiale direttamente nello spazio, equipaggiati solo con processori Nvidia, e ha rilanciato l’obiettivo di un fatturato annuo sopra i mille miliardi di dollari entro il 2029, con un anno di anticipo sulla stima precedente del 2031.

Le banche d’affari restano divise. JPMorgan ha alzato il prezzo obiettivo del titolo a 240 dollari, dai 225 precedenti, e ha parlato di un’integrazione verticale senza pari nel settore, stimando che i ricavi legati all’intelligenza artificiale potrebbero portarsi fino a cento miliardi di dollari entro il 2027. Wells Fargo ha invece tagliato il target a 215 dollari, dai 230 precedenti, segnalando prudenza sulla spesa in IA: secondo la banca, le stime di fatturato per i prossimi due anni restano solide, ma crescono altrettanto le previsioni sugli investimenti. Kathleen Brooks, a capo della ricerca presso il broker XTB, ha sintetizzato il nervosismo del mercato: gli investitori temono che la spesa stia salendo più in fretta dei ricavi.

Morgan Stanley ha fissato una soglia psicologica: se il titolo scendesse sotto i 100 dollari, per gli analisti significherebbe che il mercato non attribuisce più alcun valore alla scommessa sull’intelligenza artificiale di SpaceX. Un rischio che la banca giudicava già concreto il mese scorso, in un quadro economico che definiva largamente incerto.

L’effetto si è riflesso anche sul patrimonio personale di Musk. Una stima di Forbes calcola che il crollo sia costato a Musk 89,6 miliardi di dollari in un solo giorno, con il patrimonio netto sceso a 693,7 miliardi. Resta comunque distante dagli inseguitori: Larry Page, cofondatore di Google, si ferma a 295 miliardi; l’ex numero uno di Amazon Jeff Bezos a 279 miliardi.

Il quadro resta comunque lontano dai massimi. Il titolo vale meno della metà del picco di oltre 220 dollari toccato il 16 giugno, quando la fortuna di Musk aveva superato quota 1,45 trilioni di dollari. Nemmeno il lancio riuscito di un prototipo Starship, il mese scorso, aveva dato slancio duraturo alle quotazioni.

Chi ha in portafoglio fondi o ETF esposti alle nuove matricole tecnologiche americane dovrebbe guardare al prossimo trimestre come banco di prova reale: se il fatturato legato all’IA non comincia a crescere più in fretta della spesa, il divario tra le due voci resterà il tema che muove il titolo, non i singoli lanci spaziali.

Dati e dichiarazioni degli analisti riportati da Forbes, articolo di Ty Roush pubblicato il 6 agosto 2026.