SpaceX ha firmato un accordo con Grain Management per rilevare licenze su frequenze basse, valide su tutto il territorio americano. Il Wall Street Journal stima l’operazione intorno a 8 miliardi di dollari. È il passo che permette a Starlink Mobile di presentarsi come gestore di telefonia cellulare in America, a patto che arrivi l’ultimo via libera.
Quel via libera spetta alla Fcc, l’autorità federale per le comunicazioni, e non è ancora arrivato. Finché manca, l’intesa resta un accordo firmato e non un’acquisizione chiusa. Solo dopo l’approvazione Starlink Mobile potrà costruire la rete che ha in mente, con la costellazione di satelliti e l’infrastruttura a terra nello stesso sistema.
Le licenze arrivano fino a 14 megahertz in coppia, sulla banda degli 800 megahertz. Conta la frequenza, non solo la quantità: i segnali bassi attraversano muri e ostacoli e raggiungono i telefoni anche dentro casa. SpaceX sostiene che la maggior parte degli smartphone già venduti supporti questa banda, oggi poco sfruttata. Chi ha un telefono recente, quindi, potrebbe non dover cambiare nulla.
A Starlink mancava proprio questo pezzo. Per la capacità sul territorio americano ha già lo spettro a 2 gigahertz valido in tutto il mondo, mentre la copertura al chiuso restava il buco da colmare. Intanto la società vende già internet dallo spazio a milioni di clienti, in America e fuori.
I mercati hanno reagito subito. Nelle contrattazioni after hours i titoli dei tre grandi operatori sono crollati e in pre-market Verizon cede oltre il 7,7%, T-Mobile il 7,6% e AT&T il 6,9%. Un ribasso così, prima ancora dell’apertura, misura la paura di un concorrente nuovo più di qualunque piano industriale.
Il quadro finanziario intorno a SpaceX è fuori scala. Forbes calcola il patrimonio di Elon Musk a 990,9 miliardi di dollari, e lui controlla il 38% del gruppo se si contano anche le opzioni. SpaceX vale intorno ai 2.200 miliardi di dollari (circa 1.900 miliardi in euro, nelle stime riportate), dopo la quotazione di giugno e l’acquisizione di xAI a febbraio.
Su X, Musk ha scritto che la cosa “sembrerà completamente folle”, ma che vede un percorso per far valere SpaceX più dell’economia terrestre di oggi. Il confronto è netto: per la Banca mondiale il Pil del pianeta ha toccato nel 2025 quota 118mila miliardi di dollari, oltre il cinquantuplo della valutazione di oggi. Musk non ha spiegato come ci si arriverebbe né in quanto tempo, quindi per ora è una dichiarazione, non una previsione con numeri dietro.
Mancano anche altri dettagli. Non risultano prezzi dei piani, date di lancio o un calendario per la decisione della Fcc. Sarebbe il primo gestore a fondere satellite e rete terrestre in un sistema solo, ma lo afferma SpaceX stessa.
Per chi investe in telecomunicazioni americane, il prossimo segnale è la decisione della Fcc: da lì dipende se il crollo di questi titoli resta un’ondata di panico o diventa un riprezzamento duraturo.
Notizia di Forbes.it del 9 ottobre 2026, con la valutazione dell’accordo attribuita al Wall Street Journal.